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Sport - Calcio - Leonardo Bonucci nella serata di apertura di Senza Caffeina al cortile dell’Abate

“E’ sempre un’emozione tornare a casa”

di Samuele Sansonetti
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Leonardo Bonucci a Senza Caffeina

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina

Senza Caffeina  - Leonardo Bonucci intervistato da Giulio Marini

Senza Caffeina – Leonardo Bonucci intervistato da Giulio Marini

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina - Giulio Marini

Leonardo Bonucci a Senza Caffeina – Giulio Marini

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Leonardo Bonucci a Pianoscarano

Riccardo Bonucci fratello di Leonardo

Riccardo Bonucci fratello di Leonardo

Viterbo –  “E’ sempre un’emozione tornare a casa, specialmente se posso regalare un sorriso ai più piccoli”. Leonardo Bonucci, calciatore della Juventus, ha aperto ieri sera le serate di Senza Caffeina (fotocronacaslide  – video).

L’evento si è svolto nel cortile dell’Abate, dove il giocatore è stato protagonista di una raccolta fondi per l’Agop,  l’associazione genitori oncologia pediatrica di cui è testimonial.

In apertura i saluti di Benilde Mauri, presidente Agop, che ha sottolineato l’impegno di Bonucci nell’associazione, iniziato una vigilia di Natale con la visita in una struttura ospedaliera.

Dopo i saluti, il colloquio tra l’ex sindaco Giulio Marini e il calciatore. Una discussione in cui il difensore bianconero si è raccontato a 360 gradi, partendo dagli esordi e arrivando fino a oggi. Tra il calore e gli applausi dei partecipanti che hanno riempito il cortile.

Tutto è cominciato nove anni fa – ha esordito Bonucci – con il trasferimento all’Inter. Sono stati anni intensi in cui ho fatto di tutto. Sono andato a Milano partendo con un treno da Orte e sono andato subito in ritiro con la prima squadra. Da lì è iniziata la scalata che mi ha portato alla Juventus”.

Ma il percorso non è stato tutto rose e fiori, anzi. Le cose belle sono arrivate molto più tardi. E gli inizi sono stati più duri del previsto.

“Nello stesso anno in cui sono arrivato a Milano – ha continuato il calciatore – ho iniziato l’ultimo anno di ragioneria. Ogni giorno mi svegliavo alle sette, prendevo un trenino che mi portava fino in centro e poi la metropolitana per arrivare a scuola. Seguivo quanto più possibile, poi tornavo e andavo agli allenamenti. La sera studiavo, andavo a dormire e ricominciavo la routine in giorno seguente. Sono stati giorni duri, in cui ho fatto veramente fatica. Ma è stato anche bello, perché mi ha segnato a livello di carattere e di personalità”.

Dopo le fatiche, la svolta. Arrivata grazie al trasferimento al Pisa di Giampiero Ventura. Tecnico che ha riconosciuto subito le qualità del ragazzo e l’ha portato con se anche a Bari.

Il trasferimento a Pisa – ha raccontato – è stato la svolta della mia carriera. Lì ho avuto la possibilità di conoscere Giampiero Ventura, che poi mi ha voluto anche a Bari. Da quel momento è iniziata una nuova vita, anche perché ho conosciuto Martina, la mia futura moglie che mi ha seguito lungo tutto questo percorso e mi ha sempre dato tutto. Lei, assieme ai due angeli che sono nati dalla nostra unione, è la mia forza più grande”.

Dopo il Bari, la Juventus. Con cui Bonucci ha vinto quattro scudetti consecutivi, due supercoppe italiane e una coppa Italia. E con cui ha sfiorato, quest’anno, la vittoria della Champions league.

E’ stato un anno intenso e bellissimo – ricorda Bonucci – anche se è mancata la ciliegina. Però credo sia stata comunque la mia stagione migliore. La cosa più bella è stata acquisire la consapevolezza di aver raggiunto un grande livello di maturazione calcistica. Che mi ha permesso di calarmi in una realtà così grande come quella del calcio europeo. Alla vittoria c’è mancato un soffio, però c’è la certezza di aver salito quel gradino che alla Juventus e a Bonucci mancava per poter competere con i più grandi club d’Europa”.

Infine, una parentesi sulla rinascita dei bianconeri dopo calciopoli. Grazie al ritorno della mentalità vincente. Cosa che la società torinese possedeva nel dna, e che è stata riportata alla luce da un certo Antonio Conte.

“Per capire la mentalità della Juve – ha detto il calciatore – basta leggere la sua frase storica, che dice vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta. Lo spirito di questa frase lo ha risvegliato Conte, quando è arrivato nel 2011. Allora la Juve era fatta di tanti buoni giocatori, ma mancava nel gruppo e nella mentalità. Antonio Conte ci ha portato alla ribalta, inculcandoci un modo di pensare totalmente diverso, e i risultati si sono visti”.

Nel pomeriggio Leonardo Bonucci è tornato sul campo di Pianoscarano, luogo dove è cresciuto calcisticamente prima di passare alla Viterbese. Il difensore ha dato il calcio d’inizio a una partita di beneficenza a cui hanno preso parte i ragazzi dell’Agop assieme ai piccoli atleti delle formazioni viterbesi. Ad attenderlo, in tribuna, moltissimi fan che hanno contribuito alla raccolta fondi dell’associazione.

Oggi sono rientrato nel campo di Pianoscarano – ha concluso il giocatore – ed è stato l’ingresso più bello rispetto a tutti gli altri stadi, perché per me è iniziato tutto da li. Pensate, quando ci giocavo io non c’era ancora la terra rossa e il campo era di pozzolana. Il pomeriggio è stato bello ed emozionante, soprattutto per i bambini che urlavano il mio nome. Per l’ennesima volta mi sono commosso”.

Al campo di Pianoscarano Bonucci ha scoperto, assieme ai vertici della società, una targa a lui intestata. La targa è stata affissa sulla nuova struttura coperta adiacente ai campi di gioco, realizzata anche grazie al contributo economico del calciatore.

Samuele Sansonetti


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27 giugno, 2015

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