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Sport - Pierluigi Pardo ospite di Caffeina, ieri a piazza del Fosso

“Viva santa Rosa e forza Viterbese!”

di Samuele Sansonetti
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Caffeina - Pierluigi Pardo

Caffeina – Pierluigi Pardo 

Caffeina - Pierluigi Pardo

Caffeina – Pierluigi Pardo 

Caffeina - Pierluigi Pardo

Caffeina – Pierluigi Pardo 

Caffeina - Carlo Freccero

Caffeina – Carlo Freccero 

Caffeina - Pierluigi Pardo

Caffeina – Pierluigi Pardo

Caffeina - Pierluigi Pardo con Alessandro Usai

Caffeina – Pierluigi Pardo con Alessandro Usai 

Caffeina - l'incontro con Pierluigi Pardo e Carlo Freccero

Caffeina – l’incontro con Pierluigi Pardo e Carlo Freccero 

Caffeina - Alessandro Usai

Caffeina – Alessandro Usai 

Viterbo – “Come pensavo il 95% del pubblico è formato da uomini, ma nonostante questo viva santa Rosa e forza Viterbese!”. Le prime parole di Pierluigi Pardo, giornalista sportivo e conduttore Mediaset, all’entrata di piazza del Fosso, dove è stato ospite di Caffeina.

Assieme a lui Carlo Freccero, autore televisivo e noto esperto di comunicazione. Che Pardo ha ospitato più volte nel salotto di Tiki taka, trasmissione su cui è stato incentrato l’incontro.

Nelle vesti di moderatore Alessandro Usai, viterbese doc trapiantato a Milano, dove lavora come giornalista Mediaset.

“Sono molto felice di essere tornato nella mia Viterbo – ha esordito Usai – per questa serata assieme a Pierluigi Pardo e Carlo Freccero. Sono contento di giocare tra le mura amiche, sia perché sono a casa e sia perché si parlerà di calcio”.

Quindi la parola all’ospite di serata, che con la sua trasmissione ha creato un nuovo tipo di format, con un nuovo modo di parlare di calcio. Trattandolo come quello che è realmente, quindi un gioco.

“Innanzitutto – ha detto Pardo – vi svelo che Tiki taka è confermato, ve lo dico in anteprima visto che ieri c’è stata la serata dei palinsesti. Non so se ho creato un nuovo format anche se il programma è apprezzato. Per questo devo ovviamente partire da Claudio Brachino, mio direttore nonché viterbese. E’ lui che mi ha convertito al culto di santa Rosa ed è sempre lui che mi ha portato a vedere la macchina l’anno scorso. Il programma senza di lui non sarebbe nato. Quindi c’è anche un po’ di Viterbo in Tiki taka”.

A continuare la discussione Carlo Freccero, che dopo aver scherzato sulla fisicità del dirimpettaio ha spiegato l’importanza del ruolo del conduttore per il successo di una trasmissione.

“Certo che Pierluigi ha creato un nuovo format – ha spiegato Freccero – e il motivo del suo successo è anche grazie alla sua figura. Siamo venuti qui per scherzare ma bisogna cercare di imparare anche quando si fa i buffoni. Vi confermo che il ruolo del conduttore, specialmente in un programma sportivo, è di importanza capitale”.

Dopo i complimenti, la discussione sul calcio. Un gioco amato da molti, ma anche odiato. Presente e seguito in ogni parte del mondo. E’ questo, il concept su cui è stato costruito Tiki taka.

“L’idea di Tiki taka – ha raccontato il conduttore – era di far andare a petto in fuori gli appassionati di calcio, perché il calcio è anche cultura. Poi, come è giusto che sia, all’interno del programma ci sono elementi che non sono strettamente cullturali. Ma alla fine, quella per il calcio è una passione che vale per tutti, dal capo dello stato a qualsiasi persona di qualsiasi stato sociale. E’ una passione che non lascia indifferenti. Pensate, anche quelli che odiano il calcio vivono comunque un sentimento nei confronti di questo gioco. E’ un fenomeno di costume clamoroso, non soltanto in Italia ma in tutto il mondo. E’ un misto tra economia, romanticismo e passione folle. Soprattutto quella dei tifosi, senza i quali il calcio non potrebbe esistere”.

Un programma che deve far rispecchiare la passione folle dei tifosi, quindi. Che si differenzia dagli altri soprattutto per la sua dinamicità. Lo ha spiegato Carlo Freccero, con un pizzico di irriverenza nei confronti della Rai.

“Oltre la fisicità imponente – ha scherzato Freccero – uno dei punti di forza di Pierluigi è la voce. Mai monocorde e che si muove tra alti e bassi. Che in poche parole tiene svegli, specialmente in seconda serata. E’ vero che in seconda serate c’è anche Vespa che è mortuario, ma lui parla su Rai1 e anche gli spettatori sono mortuari. Pierluigi invece parla su Italia1, dove c’è un pubblico differente. E vivace. Champagne, non camomilla. Secondo me potrebbe fare anche un programma di infotainment, quindi informazione e spettacolo, e andare in prima serata”.

Un argomento che ha suscitato applausi tra il pubblico, che ha chiesto all’unisono il perché della scelta di continuare in seconda serata. Cosa inequivocabile, per via delle molte partite che si giocano di lunedì sera in prima fascia.

“Il programma – ha spiegato Pardo – andrà in onda come sempre di lunedì in seconda serata. In molti mi hanno chiesto perché non viene spostato in prima serata ma purtroppo il lunedì sera si gioca troppo. Quest’anno ci sono stati venti posticipi e andare in onda in contemporanea con una partita non avrebbe senso. Personalmente, tra una partita e Tiki taka io mi guardo la partita”.

In conclusione, alcune domande di Alessandro Usai, che ha chiesto a Pierluigi Pardo chi fosse stato il suo ospite migliore e quali altri avrebbe voluto ospitare nei salotti del suo programma.

“Non c’è stato un ospite migliore – ha concluso Pardo – ma personalmente mi è rimasto un buon ricordo di Renzi, che è venuto da noi ai tempi delle primarie. Al di la della politica, lo ammiro moltissimo perché dal punto di vista calcistico non si è mai nascosto. E’ sempre stato pop, e si è presentato come un quarantenne appassionato di calcio e tifoso della Fiorentina. Che non aveva nessuna paura di nascondere il suo sentimento per il calcio. Il mio sogno resta comunque quello di intervistare il Papa. Ovviamente non sulla religione, ma sul calcio”.

Dopo alcuni apprezzamenti da parte del pubblico sulle ospiti femminili del programma, l’incontro si è concluso tra i selfie. Con Pierluigi Pardo simpatico protagonista, tra foto e video di saluti agli amici dei presenti.

Samuele Sansonetti


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3 luglio, 2015

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