Viterbo – Farmacia comunale di Bassano, è iniziato ieri il processo a carico dell’ex sindaco Luigi De Luca e di una piccola imprenditrice.
Cuore del processo per corruzione e turbativa d’asta, le quote della Farmabassano srl: De Luca è accusato di aver favorito la famiglia Bono, imprenditori di origini siciliane, nell’affidamento del 49 per cento del capitale sociale, a patto che assumessero sua figlia nella farmacia.
Gli imprenditori siciliani, marito, moglie e figlio, sono già stati condannati (a due anni la coppia e a un anno il figlio), dopo il processo con rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Viterbo, che ha rinviato a giudizio De Luca e l’imprenditrice, socia di minoranza.
Ieri, prima udienza intelocutoria. L’avvocato dell’ex sindaco, Enrico Mezzetti, ha chiesto di dichiarare nullo il sequestro di alcuni atti al comune di Bassano: due lettere che, per l’accusa, mettono nero su bianco la presunta corruzione. Di quel sequestro De Luca, già indagato nella vicenda della farmacia, non sarebbe stato informato. Da qui la presunta irregolarità del provvedimento, secondo la difesa. Ma il tribunale non deciderà prima della prossima udienza, fissata a dicembre.
A segnalare le presunte irregolarità sulla gara fu l’opposizione, con una denuncia che, tra il 2010 e il 2011, mise in moto le indagini della magistratura.
Il prezzo del 49 per cento del capitale sociale della Farmabassano srl, inizialmente, si sarebbe aggirato intorno ai 300mila euro, schizzati a 690mila dopo un parere legale.
“La prima gara andò deserta – ha spiegato l’ex sindaco in udienza preliminare -. Quando si stava chiudendo tutto, ho detto al presidente della commissione di procedere a trattativa privata, perché la farmacia serviva al paese. Alla seconda gara ha partecipato solo Bono e ha vinto, ma intanto la farmacia privata aveva fatto ricorso al Tar”. La gara non è più stata fatta e la farmacia comunale è finita nel dimenticatoio.
Per De Luca e il suo avvocato Enrico Mezzetti, non solo non c’è stato nessun un danno per il comune, al contrario: l’obiettivo era dare ossigeno alle casse dell’amministrazione con i 700mila euro di introiti della farmacia. “La bontà del progetto è testimoniata dal fatto che l’attuale amministrazione lo porterebbe avanti”, conclude l’avvocato.
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