Viterbo – Cinema teatro Genio. C’è una delibera del 26 marzo 2013, quindi silenzio.
Fino a febbraio 2015, riunione in comune.
Poi nuovamente una proposta redatta dai proponenti e fatta recapitare in comune il 18 marzo 2015.
E a palazzo dei Priori sono talmente interessati a recuperare il cinema rendendolo fruibile alla città, che rispondono il 3 settembre 2015.
Cinque mesi e sedici giorni dopo.
Ma soprattutto, dopo il polverone sollevato dall’apprendere che Paolo e Francesco Ferretti, che hanno in gestione la sala, da più di due anni sono pronti a investire circa 330mila euro per rimettere a nuovo la struttura che è del comune.
Ma a piazza del Plebiscito nessuno se li fila. Mentre le saracinesche dell’ormai fatiscente Genio restano abbassate.
In una città dove di sala cinematografica ne è rimasta una soltanto.
A leggere la lettera con cui il comune convoca gli imprenditori verrebbe quasi da ridere. Ma forse è meglio piangere.
Cinque mesi e sedici giorni per decidersi a ricontattare chi, non solo è pronto a investire, o forse lo era, ma ha messo nero su bianco pure d’accollarsi i 71mila 699 euro di debiti accumulati con la precedente gestione, fra canoni di locazione non pagati e tasse non versate.
Così riporta la delibera del marzo 2013. Che stabilisce pure la durata del contratto. Nove anni rinnovabili per altri nove.
Il comune non avrebbe dovuto pagare nulla per i lavori programmati, che vanno dal nuovo impianto dolby al proiettore digitale, nuovo sistema di climatizzazione, ristrutturazione bagni, corridoi e ingresso, pavimentazione sala e contro soffittatura.
Non sarebbe uscito un centesimo dalle casse comunali, ma anzi, nei primi nove anni avrebbero percepito un canone di mille euro al mese, più 325 euro sempre al mese di rateizzazione arretrati.
Quindi l’affitto, per i successivi 9 mesi sarebbe passato da 1.700 euro.
Tutto nero su bianco. Gli imprenditori, insieme a Mauro Morucci ieri in conferenza stampa hanno ribadito che erano interessati e pronti.
Resta da capire perché in comune abbiano recitato come in un film muto. Silenzio. E quando hanno parlato, come ricordato dallo stesso Morucci, è stato più che altro per trattarli a pesci in faccia.
Se a palazzo dei Priori avevano una proposta migliore, in tutti questi mesi nessuno l’ha vista.
Se avevano altre valide ragioni per dire no, non si capisce perché hanno riconvocato i Ferretti in un inspiegabile ritardo. In ogni caso, un copione scritto male. Troppo male.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: “Volevamo investire nel cinema Genio, siamo stati aggrediti” – Cinema Genio, progetto di recupero buttato all’aria – Marini: “Genio chiuso, colpa di Michelini…” – Barelli: “Il cinema Genio sarà riconsegnato alla città”
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