Viterbo – Samuele De Santis rinuncia all’udienza preliminare.
L’avvocato indagato per estorsione in concorso con l’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” Paolo Gianlorenzo, chiederà il giudizio immediato.
Per De Santis significherebbe passare direttamente al processo, senza udienze-filtro. E soprattutto, separare la sua posizione da quella di Gianlorenzo, che seguirebbe, invece la trafila normale: udienza preliminare, eventuale rinvio a giudizio, eventuale processo.
In parole povere, i procedimenti per estorsione diventerebbero due: uno a carico di De Santis, l’altro a carico del giornalista.
La decisione è dettata da motivi tecnici: De Santis vuole una sentenza di assoluzione definitiva. E la sentenza di non luogo a procedere, al termine dell’udienza preliminare, non lo è, sbarrandogli una serie di porte professionali che l’avvocato vuole lasciarsi aperte.
Una scelta anche consequenziale all’interrogatorio di De Santis nell’agosto 2013 davanti al pm Massimiliano Siddi. Al magistrato, il legale parlò di uno stato di angoscia dovuto alle pressioni di Gianlorenzo, che millantava di aver acquisito notizie riservate su di lui e sulla sua vita privata. Gianlorenzo style.
L’accusa di estorsione, rivolta a De Santis e Gianlorenzo, riguarda le presunte intimidazioni a due persone (una è l’ex assessore provinciale Paolo Bianchini), prospettandogli il pericolo di finire indagate o arrestate.
Era così che, secondo le indagini del pm Siddi, partite due anni fa, De Santis cercava di ampliare la sua clientela, pescando soprattutto tra politici e imprenditori, sui quali avrebbe iniziato a fare pressione con frasi come “Ti stanno addosso” (gli inquirenti, ndr), per farsi nominare loro avvocato.
De Santis faceva credere di avere strumenti convincenti: vantava “entrature” in procura e sapeva tener buono Paolo Gianlorenzo.
“Oggi uscita soft – scrive l’avvocato a Bianchini in un messaggio, commentando un articolo uscito sul sito web del giornalista -. Gianlorenzo non si controlla, però non è pesante. Se vuoi uscire con la cronaca giudiziaria fammi sapere che te la organizzo come si deve”.
Una difesa dipinta come un ‘pacchetto completo’: dall’assistenza legale, alle “entrature” in procura; fino alla “gestione” della cronaca giudiziaria su tutti i giornali (“I giornali li controllo io”, faceva credere De Santis). In realtà l’unico sito web che si prestava alle “uscite giornalistiche soft” sui clienti dell’avvocato era quello di Gianlorenzo.
Secondo il gip Francesco Rigato, il ruolo di Gianlorenzo non è derubricabile a quello di “mera spalla”: De Santis, nella sua ricerca di nuovi assistiti, si sarebbe fatto forte dei contatti con Gianlorenzo, che “aveva il preciso scopo di incutere ancor più timore nella parte offesa in ragione dei metodi giornalistici non proprio morbidi adottati dallo stesso”. Il coinvolgimento di Gianlorenzo nell’inchiesta sulla macchina del fango è noto: indagati presi di petto sul suo giornale con il paravento del diritto di cronaca e di critica. In realtà, almeno secondo le indagini, Gianlorenzo li attaccava solo per ottenere scopi personali e solo in tal caso mollava la presa. L’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” lo chiamava “metodo Ciarrapico”.
Oltre all’estorsione in concorso con De Santis e a una quantità abnorme di denunce per diffamazione, Gianlorenzo risponde anche della calunnia a un poliziotto della stradale e della violenza privata ai danni della moglie dell’attuale vicecoordinatore regionale di Forza Italia Francesco Battistoni. Accusa che lo fece finire in carcere a Mammagialla.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY