![]() Er Pelliccia da Volpedo |
![]() Er Pelliccia "Un due tre... Stella!" |
![]() Er Pelliccia che regge la torre di Pisa |
– Er Pelliccia che lancia Brunetta. Regge la torre di Pisa. Compare nel “Quarto Stato” di “Pelliccia da Volpedo”. Sempre braccio alzato e ginocchio piegato, nella posa che lo ha reso famoso. E con l’immancabile estintore in volo sulla testa.
Il mondo del web si scatena per lo studente 23enne di Bassano Romano.
La creatività esplode su Facebook, che reinventa l’ormai celebre lancio dell’estintore di Fabrizio Filippi alias er Pelliccia, simbolo degli scontri di Roma.
Le foto manipolate del giovane bassanese impazzano sul social network (gallery: Er Pelliccia, la rete ironizza ). Qui il lancio dell’estintore, specialità der Pelliccia, diventa un’attività sportiva. Una nuova disciplina olimpica in cui Pelliccia non ha rivali, come suggeriscono alcuni degli innumerevoli fotomontaggi circolanti in Rete.
Lo studente fuori corso di Psicologia viene visto decisamente sotto un’altra luce. Qualcuno lo rende parlante. “Io so un pezzo de paneeeeee”, grida Er Pelliccia mentre imbraccia l’estintore, in una delle foto modificate. Qualcun altro gli mette in mano una racchetta da tennis e l’estintore al posto della pallina. E poi il commento: “Signor giudice, mme stavo solo a allena’…”.
C’è chi immagina che l’estintore gli sia sfuggito di mano o che sia l’estintore e lanciare lui. Chi lo vede intento a giocare a “Un due tre stella”. Chi lo paragona al ballerino classico Roberto Bolle. Chi lo mette in un quadro, in una palestra a fare aerobica, in un videogame, nel libro L’arte dell’insurrezione. Non più di Lenin, ma der Pelliccia.
Ed ecco come trasformare il vandalo del 15 ottobre in un personaggio. Sicuramente comico, nelle nuove versioni proposte dagli utenti del social network, che sdrammatizzano, scherniscono e plasmano un nuovo Pelliccia, in cornici meno tristi della Roma a ferro e fuoco del 15 ottobre. Il tutto nell’inconfondibile stile Facebook: fantasia senza limiti, buona dose di ironia e realtà che si piega alla satira. Ma solo per dissacrare. Non certo per celebrare chi non lo merita.
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