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Il 24enne romano diventato celebre per il lancio dell'estintore impugna la sentenza di primo grado, che lo condannò a tre anni

Scontri a Roma, Er Pelliccia fa appello

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Fabrizio Filippi

Il lancio dell'estintore

Il lancio dell'estintore

Er Pelliccia che regge la torre di Pisa

Una delle ironiche immagini der Pelliccia circolata sul web dopo gli scontri a Roma

Er Pelliccia da Volpedo

Er Pelliccia da Volpedo

Er Pelliccia "Un due tre... Stella!"

Er Pelliccia un due tre... stella!

Tutti lo ricordano nell’atto di imbracciare e lanciare un estintore al corteo degli Indignados, a Roma.

Per quel gesto il gup di Roma condannò a tre anni Fabrizio Filippi, alias “Er Pelliccia”, per resistenza aggravata e violenza a pubblico ufficiale.

Il pm Francesco Minisci ne aveva chiesti otto, ritenendolo responsabile anche del reato di devastazione. Accusa insussistente per il gup. Ma er Pelliccia non basta: il 24enne di Bassano Romano, reso celebre dagli scontri di Roma dell’ottobre 2011, ha impugnato la sentenza di primo grado.

La difesa vuole cercare di ottenere almeno una diminuzione di pena. Magari attraverso il riconoscimento di quelle attenuanti negate in primo grado: quella per la giovane età del ragazzo e per l’incensuratezza.

Il ricorso degli avvocati Vincenzo Gambera e Francesco La Monica è pronto e depositato. Manca solo la fissazione dell’udienza.

Gli scontri nella capitale avvennero il 15 ottobre 2011, durante la marcia degli indignados. Gli agenti della Digos avevano passato al setaccio video e fotogrammi della manifestazione per identificarlo.

Er Pelliccia fu arrestato e diventò il simbolo dei disordini romani. L’immagine del lancio dell’estintore fece il giro del web, modificata in tutte le salse.

Lui si disse pentito. Che stava lanciando l’estintore per aiutare a spegnere un incendio.

Per gli investigatori, invece, il giovane voleva colpire Claudio Cacace, vicequestore aggiunto della polizia di Stato presente in piazza San Giovanni per vigilare.


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15 dicembre, 2012

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