Viterbo – Uno, due, tre… azione.
Sul ciak nero e bianco campeggia la scritta “Otello”. Davanti alla cinepresa c’è Orson Welles, regista e sceneggiatore dell’omonimo dramma shakespeariano. E’ lui a interpretare il Moro di Venezia (fotogallery – slide).
Siamo a Viterbo, nella chiesa di santa Maria della Salute. Da qui, ieri mattina, ha preso il via la prima passeggiata racconto dell’anno del cinema. Un viaggio alla scoperta della Tuscia, terra (anche) di set cinematografici. Sono tanti i luoghi che hanno fatto da sfondo a pellicole rimaste nella storia, scorci che ricordano film e grandi nomi del cinema: da Civita di Bagnoregio a Tuscania, passando per Viterbo.
Pasolini e Alberto Sordi, Fellini e Orson Welles. Questi ultimi hanno trasformato la città dei Papi nella città del mare.
Nei Vitelloni, il regista riminese fa di piazza delle Erbe e del Corso la via per andare al mare. Il capocomico Sergio Natali chiede: “E’ di qui che si va al mare?”. Pochi metri, una decina di passi e ci si trova in una spiaggia che potrebbe essere quella di una città romagnola.
Orson Welles regala un’immagine di infinita bellezza: il mare, con tanto di navi, è dietro le bifore di palazzo dei Papi. Ed è proprio dall’Otello del regista statunitense che Antonello Ricci, insieme alle donne e agli uomini della Banda del racconto, inizia questo ciclo di passeggiate.
In tanti l’hanno seguito tra le vie del centro storico: via Ascenzi, via sant’Antonio, via san Lorenzo, fino ad arrivare a palazzo dei Papi. Ricci ha raccontato storie e aneddoti, snocciolato segreti e curiosità. Al suo fianco l’immancabile editore Davide Ghaleb.
Un paio d’ore scivolate via in due minuti, tra le percussioni di Roberto Pecci e i brani letti da Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti. Una passeggiata sulle tracce di quelle inquadrature che resero eterne e universali alcune vedute e certi luoghi del capoluogo.
Fotogrammi meravigliosi, pieni di luce e cura. Ma, come dice con malinconia Ricci, “quella bellezza non c’è più. Calpestata, sbriciolata, perduta. Quel sogno di città idea si è dissolto. Più niente, al di là delle auto che parcheggiano ovunque. Più niente, oltre la melma nelle fontane in peperino squallidamente sbiancato dal cloro.
Non abbiamo saputo custodire quel dono che ci è stato affidato, una bellezza che non tornerà più. E oggi vivacchiamo, sopravviviamo sempre meno memori e consapevoli, sempre meno belli e felici”.
Con l’anno del cinema, Tusciaweb, università della Tuscia e Tuscia film fest, vogliono far conoscere la Tuscia come terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini e Alberto Sordi. Un brand potentissimo di cui nessuno sembra essersene accorto, una brand che potrebbe essere usato in tutto il mondo ma che non è mai stato sfruttato.
Intorno alle 11,30 la Banda del racconto arriva a piazza san Lorenzo, lì dove un Otello folle di gelosia parlò, dalle scale del palazzo papale, a Iago e Cassio. Lì dove Orson Welles immaginò il mare.
Il registra, nato centouno anni fa, impiegò tre anni per realizzare il film. Il primo ciack ci fu nell’autunno del ’48, ma fino al ’51 Welles non fece che interrompere e ricominciare la produzione: aveva problemi economici e questo non gli permetteva di girare con costanza. L’Otello fu comunque un capolavoro, tanto da vincere la Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes.
Domenica 15 maggio la seconda passeggiata, dedicata a Pier Paolo Pasolini. Appuntamento a Tuscania, sul set di Uccellacci e uccellini.
Raffaele Strocchia
Giornata nell’ambito di 2016 – anno del cinema
Viterbo città del mare – Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini
Una iniziativa di Piattaforma 2.0 e Tusciaweb
in collaborazione con
Università degli Studi della Tuscia
e Tuscia Film Fest
Con il patrocinio del Comune di Viterbo
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