Viterbo – “Siamo pieni di dolore e senza parole”. Giuseppe Scarascia Mugnozza è allibito. Il papà di Elisa, tra le sette ragazze italiane morte lo scorso marzo nello schianto del bus in Catalogna, non riesce a comprendere la decisione del tribunale di Tarragona di archiviare la causa penale sull’incidente.
“Siamo allibiti, senza parole e ancora più addolorati – dice il padre di Elisa, a un passo dalla laurea in Medicina -. Stiamo cercando di capire il motivo di questa decisione, ma abbiamo già chiesto agli avvocati di fare ricorso. Verrà presentato entro domani allo stesso magistrato che ha archiviato l’inchiesta, e questo ci preoccupa molto”.
Il giudice istruttore del tribunale di Amposta, vicino Tarragona, ha deciso di archiviare la causa penale aperta dopo l’incidente del bus Erasmus. Nella decisione di archiviazione, contro la quale può essere presentato ricorso, il magistrato ha escluso che l’incidente sia stato dovuto a problemi meccanici o alla guida imprudente dell’autista e ha rinviato le parti al procedimento civile.
“L’autista, nonostante la strage, nonostante sia stato accusato di omicidio colposo plurimo, non è mai stato ascoltato – continua il papà di Elisa -. Per il giudice ha rispettato le norme di guida e sicurezza spagnole. Le avrà anche rispettate, ma resta il fatto che subito dopo l’incidente ha chiesto scusa per essersi addormentato”.
Anche per la polizia è stato un colpo di sonno a far sbandare il bus. Il dossier, divulgato lo scorso luglio dal Periodico de Catalunya, parla chiaro: l’autista Santiago R.J. avrebbe decelerato inspiegabilmente 77 volte durante il viaggio di ritorno dalla Fiesta de las Fallas, da Valencia a Barcellona. Uno dei superstiti avrebbe visto l’autista chiudere gli occhi mentre era al volante. Lo stesso conducente avrebbe detto, durante il viaggio di andata, di aver avuto una settimana molto faticosa.
“Andava esaminato tutto con più attenzione – sottolinea Scarascia Mugnozza -. Ma è incredibile, sconvolgente che l’autobus sul quale viaggiava Elisa sia stato superato dagli altri del gruppo perché andava troppo piano, accelerava e decelerava in continuazione. Gli altri autisti potevano, anzi dovevano, farlo fermare e tutto questo non sarebbe successo”.
Lo schianto è avvenuto all’alba del 21 marzo, sull’autostrada Ap7 che collega la Catalogna alla Francia. Il bus si ribalta a Freginals, provincia di Tarragona. Veniva da Valencia: i ragazzi erano stati alla Fiesta de las Fallas e tornavano a casa, nei loro alloggi a Barcellona. 13 vittime e 34 feriti. Oltre a Elisa Scarascia Mugnozza, muoiono Serena Saracino, Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini e Lucrezia Borghi. Tutte studentesse Erasmus.
“Con le famiglie delle altre ragazze – conclude il padre di Elisa – ci sentiamo in continuazione. Ora, dopo la decisione del giudice, continuiamo a provare tutti lo stesso sentimento di dolore”.
Raffaele Strocchia
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