(s.m.) – Paziente muore in clinica, indagati medici e infermieri.
Omicidio colposo. E’ l’ipotesi di reato per la quale sono finiti sono inchiesta sette medici e infermieri di una clinica viterbese. Uno di questi è assistito dall’avvocato Pietro Marziali del foro di Viterbo.
L’accusa sarebbe quella di aver provocato, non intenzionalmente ma per negligenza, il decesso di un paziente, ricoverato nella struttura.
L’uomo, originario di Viterbo, aveva circa quarant’anni. Morì in clinica il primo novembre del 2009. I familiari sporsero denuncia e la Procura avviò un’indagine per omicidio colposo.
Nella primavera del 2010, il pm Stefano D’Arma, titolare del fascicolo, nominò un medico legale di Perugia come suo consulente, per far eseguire un accertamento irripetibile sul cadavere della donna. Gli avvisi di garanzia ai sette, tra personale medico e paramedico, arrivano proprio in coincidenza con l’accertamento, che si concluse a fine 2010.
Compito del consulente, era quello di scoprire se ci fosse un collegamento tra la morte della signora e un eventuale atteggiamento negligente di dottori e infermieri. All’esito dell’accertamento, il pm ha chiesto l’archiviazione. La famiglia della vittima si è opposta.
La parola passerà, ora, al gip Franca Marinelli, che nella prossima udienza – a porte chiuse – del 20 gennaio 2012 dovrà decidere se chiudere il caso o disporre nuove indagini. Il giudice potrebbe anche autorizzare una nuova perizia o rinviare direttamente a giudizio i sette indagati, qualora ritenesse sussistenti gli elementi per sostenere l’accusa. Un’ipotesi, tuttavia, improbabile, dato che lo stesso pm ha chiesto l’archiviazione.
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