Viterbo – “Creiamo il Treno della Tuscia con le storiche carrozze Atac”. E’ la proposta avanzata alle istituzioni delle associazioni Gruppo romano amici della ferrovia e Trasportiamo, che hanno chiesto di intervenire per fermare la demolizione delle vecchie carrozze Atac e puntando sul turismo e sui treni storici.
L’idea delle due associazioni è quella di replicare anche a Roma e nel Lazio, in particolare nella Tuscia, l’iniziativa nazionale dalla fondazione Fs e dall’Atts di Torino, che hanno creato l’evento annuale Trolley festival, l’esposizione dei tram nel mese di dicembre.
La richiesta delle due associazioni verte in particolare sulla necessità di fermare la rottamazione, sulla Roma nord, di un’elettromotrice e di quattro vetture rimorchiate attualmente in giacenza nella stazione di Viterbo. Sulla ferrovia che collega Roma a Ostia, invece, si vuole bloccare il taglio di due elettromotrici. In questo caso, il materiale rotabile è dislocato nel deposito di Magliana, che Atac vorrebbe utilizzare per altri mezzi.
Secondo le due associazioni, “il materiale è di notevole interesse storico e tecnologico poiché incarna uno spaccato sociale e industriale della Capitale, in primis, e del nostro paese. Il loro utilizzo, infatti, ha consentito lo sviluppo di aree rurali dell’alto Lazio, agevolando il commercio e le comunicazioni (la ferrovia Roma-Viterbo) nonché permesso di dotare Roma di un’infrastruttura moderna e rapida (la metropolitana)”. Questi treni, infatti, hanno anche ospitato personalità politiche italiane, tra cui il presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
Per questo Graf e Trasportiamo chiedono di “attivare le procedure di vincolo storico, riconoscendo così il loro status indiscusso di patrimonio nazionale in virtù del ddl sull’Istituzione delle ferrovie turistiche, approvato di recente dalla commissione trasporti della camera dei deputati”.
“L’obbiettivo – spiegano ancora Graf e Trasportiamo – è di creare (o ripristinare) il Treno della Tuscia sulla ferrovia Roma-Viterbo e, contestualmente, di istituire il treno storico sulla Roma-Lido che colleghi la Capitale agli scavi di Ostia antica, qualora però l’esercizio lo consentisse. In alternativa, prevediamo comunque la restaurazione statica di quest’ultime elettromotrici. Sarà, inoltre, nostra cura valutare una strategia che miri alla costituzione di un museo dei trasporti di Roma definitivo, migliorando il polo museale di Piramide/Ostiense, fiore all’occhiello della società Atac”.
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