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Vitorchiano - Corruzione e concussione - Il sostituto procuratore D'Arma ha depositato nuovi atti - Le difese si riservano di citare ulteriori testimoni

Processo a Ciancolini, spuntano “indagini integrative”

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L'ex sindaco di Vitorchiano Gemini Ciancolini e il suo avvocato Severo Bruno

L’ex sindaco di Vitorchiano Gemini Ciancolini e il suo avvocato Severo Bruno

Vitorchiano – Appaltopoli made in Vitorchiano. Si è aperto con una sorpresa il processo davanti al collegio all’ex sindaco Gemini Ciancolini e altri sette imputati, tra cui l’ex vicesindaco e assessore all’urbanistica Giuseppe Bagnato. La sorpresa sono gli atti relativi alle “indagini integrative” depositati ieri, durante l’udienza di ammissione prove, dal sostituto procuratore Stefano D’Arma, titolare dell’inchiesta col collega Fabrizio Tucci.

Immediata la reazione dei difensori, che si sono riservati di aggiungere nuovi testimoni alle rispettive liste, “alla luce delle indagini integrative”. D’Arma ha anche preannunciato di non volere chiedere l’esame degli imputati, mentre la difesa dell’ex sindaco è pronta a dare battaglia sulla vicenda della famosa casa che sarebbe stata acquistata da un familiare a prezzo di favore. 

Ciancolini deve rispondere di corruzione, concussione, falso, turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Lo scorso novembre, il gup Stefano Pepe ha rinviato a giudizio anche cinque imprenditori e due collaboratori dell’ex primo cittadino. Al centro dell’inchiesta, condotta come altre analoghe dalla Forestale, una serie di presunti appalti truccati, legati per lo più al boom della cosiddetta “Viterbo 2”, dalle lottizzazioni sorte nell’ultimo decennio a Paparano per far largo ai viterbesi in fuga, al parcheggio multipiano nell’ex monastero di Sant’Agnese, alle fognature in centro e al Pallone, ma c’è anche la ripavimentazione di una piazza e del corso di Vitorchiano. Il copione ricalca quello di altre inchieste passate alla storia dei pm Tucci e D’Arma, da Dazio alle varie Miniere d’oro ai vari filoni di Genio e sregolatezza, non ultima la Asl.

Per agevolare l’affidamento dei lavori, Ciancolini, in particolare, avrebbe preso due tangenti, una da 3mila euro, l’altra non quantificata. Ma il vero guadagno sarebbe altrove. Secondo l’accusa, l’ex sindaco avrebbe anche venduto terreni a caro prezzo e comprato immobili sottocosto in cambio di permessi, come quello per la realizzazione di un capannone commerciale. In primis le trascrizione delle intercettazioni. Il presidente del collegio, giudice Silvia Mattei, ha dato un mese di tempo alle parti per depositare la lista e indicare le circostanze su cui vertono. Il 4 aprile sarà affidato l’incarico al perito e saranno calendarizzate le udienze del processo. Che come altri simili è a forte rischio prescrizione.


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14 febbraio, 2017

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