Viterbo – “E’ stato il dottore a far sparire il testamento con cui nomiva eredi i familiari”. Accuse pesanti quelle della sorella 84enne della presunta vittima di un medico condotto che, approfittando di un’ultraottantenne con l’Alzheimer, tra il 2012 e il 2013 sarebbe riuscito a farsi nominare erede universale e a fare intestare alla figlia una polizza vita da 40mila euro. Il dottore è accusato di circonvezione di incapace.
Stava per slittare per l’ennesima volta la deposizione della donna. Processo a rischio per la concomitanza con lo sciopero indetto dai magistrati onorari. A mettere in salvo la testimonianza dell’anziana ci ha pensato il sostituto procuratore Fabrizio Tucci, titolare dell’inchiesta, la cui presenza in aula per non far saltare l’udienza è stata sollecitata dal difensore di parte civile della donna, l’avvocato Mauro Danielli del foro di Roma.
In aula stavolta c’era anche l’imputato, assieme alla figlia beneficiaria della polizza. Il difensore Antonio Maria Carlevaro del foro di Civitavecchia ha tenuto a precisare che se gli ufficiali giudiziari non lo hanno trovato nel piccolo centro dove abita, nonostante sia il medico condotto, è perché di recente il Comune ha cambiato la toponomastica.
Tra i beni contesi c’è anche una villa a Canale Monterano, il cui stato attuale è stato descritto dall’anziana: “A noi familiari non ci hanno fatto più entrare. C’è una catena al cancello perché è da anni sotto sequestro, il cartello è ormai illeggibile e cade su un lato. Le persiane sono tutte serrate e impolverate. Il giardino, una volta curatissimo, è completamente inselvatichito”.
La sorella, che come tutta la famiglia era “mutuata” dell’imputato, è morta il 1 agosto 2013. Un mese dopo i parenti hanno scoperto che aveva nominato erede universale il medico di base, “vicino di casa al punto da chiamarlo dal balcone”.
“C’era un altro testamento, in cui la villa era destinata non a noi, ma ai nipoti da parte del marito, perché la villa era del marito e lei aveva detto a tutti che sarebbe toccata a loro”, ha spiegato l’84enne, sottolineando come non sarebbero comunque stati né lei, né le sue figlie i beneficiari.
Quindi ha raccontato come, dopo la morte dell’ultraottantenne, quel documento sia misteriosamente sparito. “Il giorno dei funerali – ha detto – il dottore, che abita proprio davanti, mentre noi non c’eravamo, ci ha chiesto le chiavi della villa con la scusa di prendere un medicinale per fare un’iniezione a sua madre, dicendo che mia sorella aveva quel farmaco in casa. Guarda caso il testamento che conoscevamo noi non è stato più trovato. Lo ha preso lui quel giorno”.
Che la sorella negli ultimi tempi della sua vita non fosse del tutto in sé non ci sono dubbi: “Dagli anni Novanta era depressa e aveva attacchi di panico, poi nel 2011 è rimasta vedova e viveva da sola con la badante, ma io andavo a trovarla tutti i giorni, era esaurita, aveva le allucinazioni, chiamava in continuazione la mamma morta mille anni fa, la zia e il dottore. Il dottore lo vedeva sempre. Vedeva le persone sul soffitto. Per lo psichiatra aveva l’Alzheimer”.
Un pensiero tolto per l’anziana che, accompagnata passo passo dalla nipote e da una figlia, teme di non vivere abbastanza per vedere la fine del processo. “Almeno con la mia testimonianza è potuto cominciare”, ha detto lasciando il palazzo di giustizia. Già fissate le prossime cinque udienze, tra gennaio e giugno 2018.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY