Castiglione in Teverina – “Ho attaccato la bandiera del Sodalizio fuori dalla finestra”. Don Alfredo Cento lo ha fatto per sentirsi più vicino a Viterbo. A santa Rosa.
Da un anno è a Castiglione in Teverina, ma è rimasto cappellano del Sodalizio dei facchini. Il suo cuore è nel capoluogo, specie in questo periodo dell’anno. Adesso più che mai, infatti, i km di distanza, per lui sono un dettaglio e, a ogni occasione, prende la macchina per respirare l’aria della festa. Il 3 settembre si avvicina e vuole far sentire la sua presenza ai facchini e alla città.
Come sta vivendo questo momento di preparazione alla festa?
“A distanza – dice don Alfredo – ma mentalmente, sono lì in mezzo. Tra i facchini. Con la gente”.
Ha già visto la macchina che è stata montata a san Sisto?
“Martedì, ho portato i ragazzi del Grest di Castiglione in Teverina a visitarla. Abbiamo avuto il privilegio di stare sotto e di capire come funziona. E’ stata un’emozione”.
Le manca qualcosa?
“Lo spirito della festa, quello che si respira durante questi giorni di preparazione. Appena posso, però, cerco di venire. Ho assistito alla benedizione della statua della santa, poi messa in cima alla macchina, e parteciperò alle cene fino a venerdì”.
Sente i facchini?
“Sono sempre in contatto con loro e anche col consiglio direttivo”.
Cosa attende con più ansia?
“Il Trasporto, senza dubbio, ma anche la processione. Ho attaccato la bandiera del Sodalizio fuori dalla finestra di casa in vista del 3 settembre. E’ un modo per sentirmi più vicino. Sarò a Viterbo per il giro delle sette chiese e poi resterò fino alla fine. Il 4 settembre ho anche la messa di ringraziamento con i minifacchini in basilica”.
Cosa vuole dire ai facchini?
“Di essere uniti per vivere questo momento nella gioia. Sono un motore per la città e questo, dall’esterno, si vede ancora di più”.
Inizia il conto alla rovescia.
“Far parte del Sodalizio è, per me, un privilegio che ho imparato ad apprezzare di più ora che sono lontano, perché spesso capita che le cose più sono vicine e più si danno per scontate. In questo modo, invece, c’è la nostalgia che ti fa vivere le situazioni con maggiore intensità. E’ quello che voglio fare”.
Paola Pierdomenico
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