Viterbo – (g.f.) – La salita che porta a santa Rosa piena di gente. Già di buon mattino, ma con l’avvicinarsi della messa delle 10,30 si fa fatica anche passare.
È l’omaggio dei viterbesi alla loro patrona. Il giorno dopo il trasporto. Ed è l’occasione, la prima, di vedere Gloria ferma sul sagrato.
Dopo un altro 3 settembre da incorniciare.
– Fotocronaca: La messa di santa Rosa
A officiare la cerimonia religiosa, il vescovo Lino Fumagalli. Che ricorda un “piccolo miracolo”.
Le settemila preghiere da parte dei devoti a santa Rosa. Consegnate all’interno di Gloria.
“Settemila richieste di devoti a santa Rosa – dice Fumagalli – e noi oggi presentiamo queste domande nelle mani di santa Rosa, perché le presenti a Dio. Affinché ci doni almeno la consolazione nelle difficoltà nella vita”.
Ce n’è una in particolare: “Quella di una mamma – ricorda Fumagalli – che prega per la guarigione del proprio figlio di nove anni. Vorrei che tutti noi presentassimo le nostre richieste e questa, alla nostra patrona”.
Rosa, una giovane illuminata dalla luce di Dio. “Era piccola, malata – ricorda Fumagalli – i medici si chiedevano come potesse vivere.
Eppure, ha portato avanti la sua testimonianza. Cristo ai cristiani di Viterbo.
Contro la corte dell’imperatore, non ascoltata dal clero, dai notabili, dalle monache.
Eppure questa ragazza è stata subito percepita dai viterbesi come un esempio da imitare”.
Aveva un segreto: “L’amore verso Gesù e la sua illimitata fiducia nei suoi confronti.
Andava predicando di non avere paura, perché il Signore è con noi. Questa certezza ha sostenuto la sua vita. Questa luce ha riempito la sua vita”.
E oggi, alla patrona una richiesta: “Che ci aiuti a vincere fatalismo e scontento”.
La basilica non riesce a contenere tutti i visitatori e mentre all’interno si svolge la funzione, fuori, il viavai è continuo. Si riempiono le gradinate.
Fra i banchi, in prima fila le autorità, dal sindaco Leonardo Michelini, al questore Lorenzo Suraci, il prefetto Nicolò d’Angelo, Giuseppe Fioroni, Alessandro Mazzoli, Daniele Sabatini, consiglieri comunali.
E ovviamente, il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini e l’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi.
All’offertorio, la consigliera Daniela Bizzarri, per il secondo anno consecutivo ha portato i ceri alle suore, in nome delle donne di Viterbo.
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