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Ambiente - È il reato che il pm contesta al proprietario del terreno sotto sequestro che sarebbe "il luogo di provenienza dello sversamento delle sostanze organiche"

Inquinamento del Marta, la procura ipotizza il danneggiamento

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Tuscania - Pesci morti lungo il fiume Marta

Tuscania – Pesci morti lungo il fiume Marta

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

Tuscania - Schiuma nel fiume Marta

Tuscania – Schiuma nel fiume Marta

Tuscania - Il sopralluogo sul fiume Marta

Tuscania – Il sopralluogo sul fiume Marta

Tuscania – Moria di pesci nel Marta, è il danneggiamento il reato ipotizzato dalla procura di Viterbo. Il pubblico ministero Stefano d’Arma, a cui è intestato il fascicolo d’indagine, lo contesta al proprietario del campo che gli inquirenti ipotizzano “essere il luogo di provenienza dello sversamento di sostanze organiche che avrebbero causato l’inquinamento del fiume”.

Uno sversamento che non sarebbe diretto. Quelle sostanze organiche, di cui non si conosce ancora la natura, sarebbero finite nel Marta dopo essere penetrare nel terreno. Per questo è indagato per danneggiamento il proprietario di un campo a coltivazione intensiva in località San Savino, a Tuscania. Si tratta di un privato cittadino del posto, che mercoledì mattina si è visto mettere i sigilli al suo terreno.

Il sequestro, su disposizione della procura, è stato eseguito dai carabinieri forestali di Tuscania che stanno conducendo le indagini. “Al sequestro – ha spiegato la procura – sono seguiti prelevamenti autorizzati di campioni per approfondire la natura della sostanza organica. Per altro, sono in corso attività amministrative per porre in sicurezza il sito”.

Per conoscere la natura della sostanza organica finita nel fiume bisognerà attendere l’esito delle analisi dell’Arpa. Ma i risultati non dovrebbero arrivare prima della prossima settimana, quando poi i sindaci di Tuscania, Tarquinia e Monte Romano (comuni attraversati dal Marta) torneranno in prefettura per fare il punto della situazione con il prefetto Giovanni Bruno. Un primo incontro nell’ufficio territoriale del governo c’è stato martedì. I primi cittadini Fabio Bartolacci e Maurizio Testa e il vicesindaco di Tarquinia Manuel Catini con una nota congiunta hanno poi fatto sapere che “dalla riunione è emersa la necessità di costituire un tavolo tecnico permanente per avviare un monitoraggio su tutto il corso del fiume Marta e dei suoi affluenti”.

Finché non arriveranno gli esiti delle analisi dell’Arpa, restano in vigore le ordinanze dei sindaci di Tuscania, Tarquinia e Monte Romano che vietano l’utilizzo dell’acqua del Marta per qualsiasi attività. Sia essa umana, ambientale, di balneazione o pesca.

L’indagine è partita dalla segnalazione di un cittadino, che domenica ha notato della schiuma e dei pesci morti galleggiare nel fiume. Immediato il sopralluogo del primo cittadino Bartolacci e del consigliere del comune di Tuscania Sabatino Tuccini, come l’intervento dei carabinieri forestali, della polizia locale, della capitaneria di porto e dei tecnici dell’Arpa.


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23 febbraio, 2018

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