Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Spaccio in centro - Secondo la difesa: "Non ci sono elementi per giustificare la permanenza in carcere"

Coca nella cassetta della posta, Feliz ci prova col Riesame

Condividi la notizia:

Rodolfo Feliz Castillo

Rodolfo Feliz Castillo

 

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – Cocaina al presunto complice nella cassetta della posta, l’ex giocatore di baseball Rodolfo Feliz Castillo, in carcere dal 21 febbraio, fa ricorso al tribunale del Riesame. 

“Abbiamo depositato il ricorso”, conferma il difensore Samuele De Santis, convinto che “non ci sono elementi per giustificare la permanenza in carcere del mio assistito”. 

Il 37enne, finito per la prima volta in manette nel 2014, nell’ambito della maxiretata antidroga dell’operazione Babele, è stato nuovamente arrestato pochi giorni fa su richiesta del procuratore capo Paolo Auriemma, a due mesi dal ritrovamento, alla vigilia di Natale, di 48 grammi di cocaina addosso a un presunto complice, che l’aveva prelevata dalla sua cassetta della posta.

Castillo, d’origine dominicana, ma da anni residente a Viterbo dove fino a poco tempo fa era noto per le sue imprese sportive, a dicembre era stato denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio, dopo il ritrovamento di alcuni grammi di cocaina in una cassapanca della camera da letto, durante la perquisizione scattata in seguito all’arresto del presunto complice, finito agli arresti domiciliari. 

Sarebbe stato lui a incastrarlo, indicandolo come spacciatore. Fatto sta che la situazione del dominicano si è aggravata e a distanza di due mesi sono scattate le manette, per detenzione ai fini di spaccio in concorso. Anche in virtù dei suoi numerosi precedenti

Davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato, durante l’interrogatorio di garanzia dello scorso 23 febbraio, ha negato. “La cocaina non era mia”, ha detto rilasciando spontanee dichiarazioni, ma avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato. 

“Il mio assistito è incensurato, anche se ci sono dei procedimenti penali in corso. Facile scaricare ogni volta tutte le colpe su di lui”, ribadisce il suo legale.  

Non la pensano così gli inquirenti: “Abbastanza scaltro – si legge nell’ordinanza con cui il gip ha disposto l’arresto a Mammagialla – che, nonostante la formale incensuratezza, è in grado di attuare gli accorgimenti necessari allo scopo di non essere scoperto nelle illecite attività che compie a ritmo continuo, tenuto conto dei plurimi carichi pendenti, anche specifici, che vanta”. 

Secondo l’accusa, per sfuggire ai controlli, avrebbe fatto ricorso a un uso spregiudicato di whatsapp, l’applicazione che consente di scambiare conversazioni e messaggi vocali impossibili da intercettare. Abbondantemente praticata, secondo gli investigatori, nella sua fiorente attività di spaccio.

Se non di fuga e di inquinamento delle prove, insomma,ci sarebbe il rischio della reiterazione del reato. 


Articoli:  “Spacciava tramite whatsapp per non farsi intercettare” – Coca nella cassetta della posta, oggi interrogatorio in carcere per Castillo – Coca nella cassetta della posta, finisce in carcere Rodolfo Feliz Castillo – Coca in camera da letto, Feliz Castillo ancora nei guai


Condividi la notizia:
2 marzo, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/