Elezioni regionali - Viterbo - Luisa Ciambella resta in attesa: "Sono la seconda più votata di tutte le province e il nostro Pd è andato meglio degli altri ma solo dopo un calcolo di resti capirò il mio destino"
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 Luisa Ciambella |
Viterbo – (p.p.) – “Il mio ingresso in Regione? E’ legato al fattore ‘C'”. Luisa Ciambella appesa a un calcolo matematico.
Sono ore frenetiche quelle successive allo spoglio delle elezioni regionali. Di certo, c’è che ha vinto Zingaretti, più complicato invece il discorso dei consiglieri che scattano. Incertezza e tensione che dureranno probabilmente per giorni, almeno fino a quando la Corte d’appello non arriverà ad attribuire i seggi.
Ciambella è soddisfatta del suo risultato: “Oltre ottomila voti, seconda per numero di preferenze, su tutte le province, e il nostro Pd che ha fatto meglio rispetto al resto del Lazio, esclusa Roma“. Ma il suo ingresso non è certo.
“Ringrazio gli elettori – dice Ciambella – che sono stati tantissimi, in una campagna elettorale, per le regionali che non era scontata. Un ottimo risultato. Un grazie anche agli amici che mi hanno sostenuto in questa bellissima e intensa avventura. Ma le possibilità che io sia eletta sono poche e tutte le preferenze ottenute, il rischio è che servano a far eleggere un altro candidato in una provincia diversa”.
O meglio: “Sono la seconda più votata di tutte le province, oltre che la donna più votata della circoscrizione Lazio2 e il nostro Pd ha la percentuale più alta, al 25%. A ora, però, il mio destino è legato a un calcolo matematicoSecondo la legge, infatti, per Viterbo, c’era un secondo consigliere, ma un cavillo, come sempre accade, prevede che l’attribuzione di questo seggio sia su scala regionale. Il premio di maggioranza è stato assorbito dal primo eletto, per mancanza di quorum.
Sulla base di questo, si attiverà un complicatissimo calcolo matematico di resti che determinerà se sono dentro o fuori. E’ tutto legato solo ed esclusivamente al fattore “C”, non di fatto al merito, al numero delle preferenze o alla percentuale del partito. Siccome nella mia vita politica e personale ho fondato tutto su impegno e lavoro, affidarsi al fattore C non mi appartiene ed ecco perché son particolarmente pessimista.
Se ne occuperà la corte d’appello che non ha comunque tutti i dati e le sezioni. Dobbiamo attendere diversi giorni. Ripeto, siamo appesi al fattore ‘C’. Se gli altri Pd, come percentuali, fossero andati meglio, sarei entrata di sicuro, ma siccome sono andati peggio e noi siamo più piccoli – conclude – dobbiamo vedere, secondo la legge regionale, che succede”.
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