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Lago di Vico - A carico degli ex primi cittadini di Caprarola e Ronciglione restano le altre accuse - Fra due settimane saranno sentiti i primi testimoni

Non fu disastro ambientale, assolti gli ex sindaci Cuzzoli e Sangiorgi

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Nessun disastro ambientale. Primo round alla difesa. Sono stati assolti con la formula piena “il fatto non sussiste” prima dell’inizio del processo gli ex sindaci di Caprarola e Ronciglione, Alessandro Cuzzoli e Massimo Sangiorgi. Entrambi sono stati rinviati a giudizio dal gup Savina Poli il 19 maggio 2016. 

“Capri espiatori”, per i difensori Luca Chiodi e Antonello Stella. Per il pm Franco Pacifici colpevoli di non avere adottato, tra il 2007 e il 2011, tutti i provvedimenti utili a scongiurare il peggio. Indagati dalla procura per disastro colposo, omissione di atti d’ufficio e distribuzione al consumo umano di acque contaminate.

“Restano in piedi le accuse di non avere individuato aree di salvaguardia per la captazione dell’acqua per il consumo umano eliminando il rischio di inquinamento. Ma visto che il lago non è inquinato… Motivo per cui chiederemo anche che vengano estromesse le parti civili dal processo”, hanno anticipato i difensori Chiodi e Stella a margine dell’udienza.

Parti civili il Comitato acqua pubblica, Accademia Kronos, Codici, Codacons e anche due privati cittadini, un uomo e una donna che avrebbero subito danni alla salute. L’uomo si è costituito parte civile all’ultimo momento. Si tratta di un sessantenne appassionato di canoa finito in ospedale con il corpo coperto di bolle dopo un bagno al lago.

Parti civili che rischiano di venir meno in seguito alla sentenza ex articolo 129 emessa ieri dal collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, su istanza dell’avvocato Antonello Stella del foro di Roma, anche se il processo andrà avanti per le altre imputazioni.

“Il collegio ha preso atto delle conclusioni cui è giunto il professor Pietro Gallina al termine dell’incidente probatorio e cioè che ‘il lago è perfettamente in salute e che lo era anche nei sei anni precedenti il 2013’. Conclusioni che hanno fatto venir meno la causa di procedibilità”. hanno spiegato.

Secondo il professor Gallina, il vero nemico del lago di Vico non sono le alghe rosse, che non sono tossiche per l’uomo. Si chiama fosforo, ben più invisibile e insidioso, accumulato sui fondali per colpa dei fertilizzanti usati per i noccioleti. Se salisse in superficie significherebbe la morte del lago.

Per questo il perito del tribunale, durante l’incidente probatorio disposto dal gip Francesco Rigato ha definito il lago “una tigre dormiente”. Un “pericolo incombente” il fosforo, specie dopo un inverno mite, quando è carente l’apporto di ossigeno della tramontana che ne raffredda, rimescola e disinfetta le acque. Le alghe rosse sono un segnale.

Al centro della lunga inchiesta che ha riguardato il lago di Vico, fiore all’occhiello della riserva naturale, le temute alghe rosse, la presunta eutrofizzazione delle acque, l’arsenico. Un rischio, secondo l’accusa, per la salute delle popolazioni che da tempo immemorabile ne facevano uso potabile, per arginare il quale non avrebbero fatto abbastanza i due ex sindaci.

Le loro ordinanze sull’uso dell’acqua potabile, in particolare, sarebbero risultate incomplete e poco chiare. Mentre per quanto riguarda il tema scottante dei presunti “abusi agricoli”, non avrebbero controllato adeguatamente l’uso di concimi e diserbanti nei noccioleti del lago.

La colpa per il pm Pacifici, titolare dell’inchiesta, non sarebbe delle “bombe” usate dai proprietari dei terreni, ma di chi ha permesso di sganciarle: “Dei sindaci – secondo il sostituto procuratore – che non hanno adottato provvedimenti utili a scongiurare il disastro”.

“Dovevano limitare l’uso dei concimi – ha detto durante la dura requisitoria con cui il 19 maggio 2016 ha chiuso l’udienza preliminare  – in quanto autorità sanitaria locale, con delega per la salvaguardia del demanio regionale dal 2007”.

Il processo entrerà nel vivo, con i primi testimoni dell’accusa, il prossimo 23 maggio. 

Silvana Cortignani

 


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10 maggio, 2018

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