Roma – (sil.co.) – Inquinamento lago di Vico, assolti con formula piena gli ex sindaci Alessandro Cuzzoli di Caprarola e Massimo Sangiorgi di Ronciglione, difesi rispettivamente dagli avvocati Luca Chiodi e Antonello Stella.
Si è chiuso così, nel tardo pomeriggio di oggi, con la conferma della sentenza di primo grado, il processo d’appello “arsenico e alghe rosse” che avrebbe dovuto inizialmente celebrarsi il 6 giugno 2020 davanti alla corte d’appello di Roma, poi slittato a causa del Covid al 2021 e entrato nel vivo solo il 22 febbraio 2022.
Tribunale – Gli ex sindaci Cuzzoli (a sinistra) e Sangiorgi (a destra) dopo la sentenza d’assoluzione
Un processo bis molto combattuto, nel corso del quale sono stati sentiti una valanga di consulenti e testimoni, con gli avvocati delle associazioni ambientaliste che si sono costituite parte civile altrettanto battaglieri quanto gli avvocati della difesa.
Datatissimi i fatti per i quali dopo oltre un decennio erano ancora imputati Cuzzoli e Sangiorgi: indagati, rinviati a giudizio e assolti in primo grado dalle accuse di disastro colposo, omissione di atti d’ufficio e distribuzione al consumo umano di acque contaminate. Secondo la procura, tra il 2007 e il 2011, non avrebbero adottato tutti i provvedimenti utili a scongiurare il peggio.
Il procedimento celebrato davanti alla corte d’appello di Roma era figlio del ricorso presentato dalla procura della repubblica di Viterbo e dalle sei parti civili (Comitato acqua potabile, Accademia Kronos, Codacons, Codici ambiente e due privati cittadini presunte vittime dell’inquinamento) contro la sentenza d’assoluzione di Cuzzoli e Sangiorgi dall’accusa di disastro ambientale.
A maggio del 2018 sono stati assolti dalla pesante accusa con formula piena in primo grado dal collegio del tribunale di Viterbo ex articolo 129, ovvero senza bisogno che l’istruttoria avesse inizio, anche se poi il processo è proseguito con tutti i testimoni per le altre imputazioni, da cui sono stati anche assolti, con sentenza in giudicato.
Assolti “perché il fatto non sussiste” in quanto, secondo i magistrati, che hanno dato ragione alla difesa, dalla relazione del professor Pietro Gallina non sarebbe emersa alcuna prova a sostegno dell’accusa di disastro colposo. Si tratta del consulente della procura, sentito in sede di incidente probatorio, secondo il quale il lago non sarebbe stato né eutrofizzato, né inquinato. Il consulente lo ha definito una “tigre dormiente”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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