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Crollo Bmw - Scagionato anche in sede civile, l'ingegnere non dovrà risarcire i danni alla concessionaria

“Esclusa ogni responsabiltà del progettista Giuseppe La Grutta”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

Roberto Massatani col figlio Francesco, anche lui avvocato

Viterbo – Crollo Bmw, scagionato anche in sede civile il progettista Giuseppe La Grutta.

Il professionista, assistito anche in questa fase della vicenda dallo storico difensore Roberto Massatani, lo scorso marzo si era visto annullare dalla cassazione la sentenza di secondo grado con cui il 28 gennaio 2015 la corte d’appello di Roma lo condannava a due anni dopo essere stato assolto dal tribunale penale di Viterbo al termine del processo di primo grado. 

Ad aprile si è invece conclusa la causa civile promossa per i danni subiti a causa del crollo del 23 aprile 2004 da Autopremium, nella persona dell’imprenditore Fabio Lonardo, cui è stato riconosciuto un risarcimento di due milioni di euro. Convenuti i tecnici che hanno operato sul cantiere, tra i quali l’ingegnere La Grutta. Ebbene il tribunale ne ha escluso la responsabilità, rigettando la domanda nei suoi confronti, condannando inoltre la parte attrice al pagamento delle spese di giudizio. 

Al momento del crollo, avvenuto alle 14.45 del 23 aprile 2004, nella concessionaria sulla Cassia Nord si stavano eseguendo i lavori per la realizzazione del piano rialzato, ma il tetto non resse il peso del solaio prefabbricato (collocato sopra quello già esistente) e il soffitto cedette dopo una colata di cemento.

“Si è ritenuto – si legge nella sentenza – che le cause del crollo debbano essere individuate non in errori strutturali del progetto, che avrebbero avuto significato solamente nel caso in cui il dissesto si fosse verificato al completamento di tutti i lavori”.

Sotto le macerie perse la vita un operaio di 23 anni, Fabrizio Feuli di Civitavecchia, e altri cinque rimasero feriti, due operai e tre meccanici, tra cui un ragazzo all’epoca appena ventenne, sopravvissuto per miracolo alla tragedia ma che, ricoverato in pericolo di vita, ha comunque riportato lesioni permanenti ed è rimasto parzialmente invalido. 

“Viene escluso un nesso causale con il crollo verificatosi”, si legge nella sentenza, in riferimento alla consulenza tecnica d’ufficio disposta nel giudizio. “Pertanto – si conclude – non sussistendo il nesso causale fra le omissioni e gli errori progettuali dell’ingegnere La Grutta e il crollo verificatosi, dovrà essere esclusa una responsabilità dello stesso, con conseguente rigetto della domanda nei suoi confronti”. 

Tre operai furono subito estratti dai calcinacci dai vigili del fuoco, mentre altri due rimasero a lungo sotto i detriti di cemento armato prima di essere recuperati. Il cadavere di Feuli fu scoperto da un cane della polizia che aveva lavorato per ore senza sosta tra le macerie.

Silvana Cortignani

 


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3 giugno, 2018

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