Viterbo – L’arrivo su una Renault Clio bianca, rubata a Pontinia. Passamontagna sul volto e armi in pugno, fanno irruzione nel Lidl al Barco. La scacciacani in una mano. Nell’altra, una pistola col colpo in canna. La puntano alla testa di una delle tre cassiere. Le urlano contro: “Dacci i soldi”. Ma la ragazza, in preda al panico, è troppo lenta. Alla fine i malviventi riescono a racimolare tremila euro, e prima di uscire dal supermercato di via Ippolito Nievo esplodono un proiettile. Fortunatamente in aria.
Fotocronaca: Rapina al supermercato – Carabinieri in azione
Un colpo perfetto, studiato nei minimi dettagli da due professionisti della rapina. Ma due carabinieri del Norm, in borghese e liberi dal servizio, gli mettono i bastoni tra le ruote. Alle 19,30 del 22 febbraio 2014, un sabato, il brigadiere Giuseppe Favilla vede la coppia scendere dall’auto, calarsi i passamontagna sul viso ed entrare nel Lidl. Intuito si trattasse di una rapina, sfila le chiavi dal cruscotto dell’utilitaria e impedisce l’ingresso nel supermercato agli altri clienti. Nel negozio c’è sua moglie, incinta, che sta facendo la spesa. Ma anche un suo collega. Il brigadiere Rosario Paolini che, in fila alla cassa, aspetta il momento giusto per sorprenderli alle spalle e immobilizzarli.
Il parcheggio del Lidl sembra il set di un film, ma l’assalto al supermercato c’è stato davvero. I rapinatori sono a terra. Bloccati, disarmati e ammanettati dai carabinieri che hanno sventato il peggio. Con prontezza, competenza e lucidità. In una situazione ad alto rischio, e che ha terrorizzato i clienti del negozio. Tra cui tante famiglie con bambini. “Il supermercato era pienissimo – ha raccontato a Tusciaweb un acquirente che era in fila alla cassa con la moglie e la figlia adolescente -. È stato tutto così veloce e inaspettato. Una frazione di secondo, ma la paura è stata tanta. Siamo rimasti scioccati e come paralizzati”.
Mentre i brigadieri Favilla e Paolini hanno ricevuto attestati di stima, encomi e riconoscimenti, i due malviventi sono prima finiti in cella e poi a processo per rapina aggravata e ricettazione in concorso, porto d’arma da fuoco e detenzione di munizioni. Antonio Narducci, 34enne romano e all’epoca del colpo sorvegliato speciale, e Roberto Paglia, 54enne di Nettuno, sono stati condannati in via definitiva. A sei anni di reclusione e 1400 euro di multa il primo, e a cinque anni, otto mesi e venti giorni e 1200 euro il secondo. La sentenza, con rito abbreviato, del tribunale di Viterbo è stata confermata sia in appello che in Cassazione.
I giudici di terzo grado, nella sentenza con cui dichiarano inammissibili i ricorsi degli imputati, fanno riferimento ai “plurimi precedenti penali” dei due: “precedenti penali gravi e specifici”. Paglia, in particolare, ha già “sei condanne definitive, di cui una per rapina e altre due per porto illegale di armi”. Parlano poi di “gravità oggettiva del fatto, in quanto – spiegano – caratterizzato da un’accurata pianificazione, dal reperimento di un’arma clandestina e dalla ricettazione di una vettura provento di furto da utilizzare per la fuga”.
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