– Violentata sotto gli occhi di un’altra donna, la compagna dell’uomo che abusava di lei.
E’ una scena da brividi quella descritta dai carabinieri che hanno condotto l’operazione Drago (fotocronaca*video): 40 arresti per traffico di droga e anabolizzanti, furti, usura, estorsione, rapina, sequestro di persona e violenza sessuale.
L’ultima accusa ricade su D.B., 42enne di Soriano nel Cimino, disoccupato e pregiudicato, finito anche lui in manette nel blitz di questa mattina, insieme al fratello minore tatuatore M.B.. Per gli investigatori sono i due sorianesi il perno del sodalizio smantellato dall’operazione di stamattina, a coronamento di un anno di indagini.
D.B., in particolare, avrebbe avviato al mercato della prostituzione una donna romena di circa quarant’anni. I proventi sarebbero stati spartiti tra lui e la sua fidanzata, anche lei di nazionalità romena e anche lei arrestata in mattinata.
Lo sfruttamento della prostituzione sarebbe stato un business collaterale allo spaccio di droga. Un’attività secondaria che, secondo le indagini, doveva garantire entrate extra per comprare stupefacenti. Soprattutto cocaina.
Per questo il 42enne sorianese, con la complicità della sua fidanzata, avrebbe assoggettato la donna all’inizio dell’estate 2011. Adescata prima con la prospettiva di un guadagno facile – mai arrivato perché i proventi erano spartiti tra la coppia – e poi costretta con le maniere forti, quando rifiutò di vendersi per finanziare i loro traffici.
A quel punto, sempre durante l’estate dell’anno scorso, D.B. l’avrebbe pestata e violentata davanti alla sua donna.
Per due mesi la vittima avrebbe battuto le strade tra Viterbo, Orte, Soriano e Roma, zona Flaminia. Poi ha sporto denuncia dai carabinieri di Soriano, che hanno seguito l’intera indagine insieme agli uomini del Nucleo operativo viterbese, inizialmente coordinato dal capitano Giovanni Martufi, oggi comandante del Nucleo investigativo. “Lui e la sua donna le dicevano addirittura come doveva vestirsi e atteggiarsi – ha spiegato Martufi durante la conferenza indetta per illustrare i dettagli del blitz -. Erano loro a imporle i prezzi delle singole prestazioni sessuali ed erano loro a incassare. La donna lavorava praticamente gratis. Quasi come una schiava”.
D.B., attualmente, è in carcere a Mammagialla insieme al fratello e ad altre 28 persone. Dieci sono ai domiciliari. Ma l’indagine è ancora aperta, per scovare eventuali complici della attività illecite stroncate dai militari.
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