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– Sono stati ascoltati ieri mattina gli ultimi tre testimoni dell’accusa del processo Bollywood, la vicenda giudiziaria multietnica che vede coinvolti sei indiani, accusati di aver sequestrato quattro pakistani a scopo di estorsione e rapina.
Durante l’udienza di ieri mattina, davanti alla Corte d’Assise presieduta da Gaetano Mautone, sono comparsi i proprietari della cascina di Villa San Giovanni in Tuscia.
La stessa in cui, secondo il pm Renzo Petroselli, i pakistani sarebbero stati segregati dalla notte del 6 maggio 2010 fino al pomeriggio successivo.
Ai due, marito e moglie, è stato chiesto da quanto tempo i bastoni e le corde trovati dai carabinieri si trovassero nel casolare.
I proprietari hanno risposto che erano là da molti anni. Non sarebbero stati, quindi, gli imputati a portarli nella cascina, con l’intenzione di usarli per tenere prigionieri i quattro.
Sul banco dei testi, anche una delle persone offese. Un uomo di origini pakistane che avrebbe dovuto essere sentito già alla scorsa udienza, ma la sua deposizione saltò perché risultava indagato dalle Procure di Bergamo e Bolzano.
La Corte ha invitato il pm Petroselli a disporre ricerche più approfondite di un ultimo teste, sempre di origini pakistane, anche lui persona offesa, che, attualmente, risulta irreperibile. I giudici si sono poi riservati sull’istanza di scarcerazione presentata da alcuni difensori per due degli imputati. Richiesta sulla quale a Corte potrebbe pronunciarsi anche in giornata.
Prossima udienza il 27 aprile, per l’esame degli imputati, che saranno sentiti con l’aiuto di un interprete.
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