Fabrica di Roma – Ciclista finisce a processo per aver insultato i vigili urbani appostati col telelaser. Ma, di fronte a un gesto di buona volontà, le vittime potrebbero perdonarlo.
Ieri in aula il giudice Giacomo Autizi ha ascoltato un carabiniere intervenuto sul posto in aiuto dei colleghi che non riuscivano a identificare il ciclista fermato. Al termine della testimonianza il magistrato ha rinviato il processo al 2 maggio.
L’episodio è quello del 14 aprile 2014 quando il ciclista finito davanti al giudice stava pedalando con un amico lungo la strada provinciale Quartaccio, nella zona industriale di Fabrica di Roma. Alla vista dei due vigili urbani del paese, appostati lungo la strada col telelaser, l’imputato, pur non dovendo rispettare alcun limite di velocità, avrebbe reagito insultando gli agenti, inveendo anche contro la macchinetta.
– Insulta i vigili urbani appostati col telelaser, ciclista alla sbarra
Di fatto poi avrebbe anche reagito male al fermo dei vigili che chiedevano i documenti per l’identificazione.
L’imputato avrebbe fornito false generalità e avrebbe cercato di chiamare telefonicamente in soccorso un suo amico carabiniere, all’epoca in servizio presso la compagnia di Civita Castellana.
Ieri in aula è stato ascoltato il carabiniere che intervenne in un secondo momento per dare un aiuto ai colleghi già presenti sul posto. Il testimone in aula ha raccontato l’episodio, specificando come il ciclista negasse di fornire le proprie generalità. Uno dei due ciclisti fermati, stando al teste, avrebbe anche riferito di essere un ex carabiniere.
L’imputato, difeso dall’avvocato Evelin Pistocchi, deve rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale e per avere declinato false generalità. Si sono invece costituiti parte civile, intenzionati a farsi risarcire i danni, i due vigili urbani, assistiti dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli.
Le parti civili, in base a quanto emerso in aula, potrebbero ritirare la denuncia in cambio di un risarcimento di duemila euro per ciascuna delle due parti.
Il giudice Giacomo Autizi ha rinviato il processo al 2 maggio.
Maurizia Marcoaldi
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