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Tribunale - Due anni e mezzo ciascuna a due trentenni in azione con un "complice" di appena 12 anni - A casa della vittima dormiva nella culla una bambina di 16 mesi - Ferito il nonno dai ladri in fuga

Tentano di rubare in casa, condannate due donne

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Viterbo - Tentato furto sulla Cassia Sud - L'intervento di polizia e 118

Viterbo – Tentato furto sulla Cassia Sud – L’intervento di polizia e 118

Viterbo – Processo lampo per le due ladre pluripregiudicate venute in trasferta a Viterbo da un campo nomadi della capitale assieme a un ragazzo minorenne per mettere a segno un furto in appartamento. In aula gli studenti di due ultime classi del Paolo Savi. 

Un furto in abitazione che si è trasformato in tentata rapina impropria quando il terzetto, scoperto dalla padrona di casa, ha provato a darsi alla fuga, travolgendo per le scale il padre della vittima. 

Era l’ora di pranzo dello scorso 2 novembre quando i malviventi si sono presentati all’uscio di un’abitazione in via Cassia Sud, a Viterbo, all’interno della quale c’era una mamma 23enne con la figlioletta di 16 mesi che dormiva nella culla. La giovane terrorizzata dai rumori che provenivano dalla serratura della sua porta, ha chiamato il padre e poi il 113. All’arrivo della polizia, l’uomo era stato scaraventato per le strade dai ladri in fuga, arrestati all’uscita del palazzo.

I fatti risalgono a cinque mesi fa e le due donne sono state condannate ieri a due anni e mezzo ciascuna di reclusione e al pagamento di una multa di 1800 euro. Il pm Stefano D’Arma aveva chiesto tre anni.

Il minore, invece, un  ragazzino di appena 12 anni, è stato deferito al tribunale per i minorenni di Roma. Era proprio lui a nascondere in una tasca dei pantaloni il ritaglio di plastica di una confezione di shampoo, usato dal terzetto, come si fa con le lastre, per tentare di forzare la serratura. 

Sono stati invece gli uomini della squadra volante, intervenuti sul posto col dirigente Riccardo Bartoli, ad arrestare il 12enne e le due donne di 29 e 30 anni, una delle quali incinta. Il padre della 23enne, che non si è costituito parte civile, fu medicato dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di 14 giorni per le contusioni riportate alla caviglia sinistra e alla mano destra. 

Alla discussione e alla sentenza erano presenti gli studenti delle classi VB e VC del Paolo Savi di Viterbo i quali, accompagnati dalle professoresse Roberta Baruzzi e Giusi Rumori, hanno assistito all’udienza collegiale, con due docenti d’eccezione, i pm Paola Conti e Stefano d’Arma, che hanno illustrato loro quanto stava succedendo in aula, rispondendo alle numerose domande dei ragazzi. 


Articoli: “Ero sola a casa con mia figlia di 15 mesi mentre i ladri forzavano la porta” – Provano a rubare a casa di una neomamma, a processo per tentata rapina – Tentato furto, il ragazzino arrestato è scappato dalla casa famiglia – Tentano di rubare in casa e nella fuga fanno cadere il proprietario dalle scale

 

 

 


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11 aprile, 2019

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