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Civitavecchia - Il tribunale del Riesame respinge la richiesta degli avvocati dell'ex sindaco Moscherini

Macchina del fango, il cd resta sotto sequestro

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Il tribunale di Civitavecchia

Il tribunale di Civitavecchia

Gianni Moscherini

Macchina del fango, no al dissequestro dei documenti.

Il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta dell’ex sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini di dissequestrare il cd prelevato dai carabinieri in casa sua.

L’acquisizione del cd era stata disposta dalla Procura civitavecchiese nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex primo cittadino. Corruzione l’ipotesi di reato, che pende anche sull’imprenditore Giuseppe Sarnella.

Il sequestro del cd in casa dell’ex sindaco civitavecchiese e di altro materiale nell’ufficio Urbanistica del Comune era stato eseguito a fine giugno, dai carabinieri della città marittima. L’istanza dei legali di Moscherini era un atto puramente formale. Finalizzato a fare in modo che gli avvocati dell’ex sindaco potessero avere accesso agli atti.

Moscherini e Sarnella sono finiti nel registro degli indagati per il presunto “accordo corruttivo” dai due suggellato. Accordo che, secondo gli inquirenti, prevedeva l’appalto della costruzione delle terme di Civitavecchia a Sarnella in cambio del finanziamento di un pezzo di campagna elettorale di Moscherini.

Sarnella, in pratica, dopo essersi aggiudicato l’appalto, avrebbe pagato dei giornalisti per gettare fango su Pietro Tidei, attuale sindaco e sfidante di Moscherini alle amministrative di fine maggio.

Tra i giornalisti della macchina del fango ci sarebbe anche Paolo Gianlorenzo, che comparirà oggi davanti al pm di Civitavecchia Lorenzo Del Giudice per un primo interrogatorio.

A detta dei suoi legali, Gianlorenzo risulta formalmente indagato per corruzione, insieme alla sua collega Viviana Tartaglini. Entrambi sono inquisiti anche a Viterbo. Lei per falso materiale, truffa e altre ipotesi di reato collegate al suo presunto esame di Stato da giornalista “taroccato”. Lui per detenzione abusiva di arma, falso materiale, truffa, tentata estorsione e corruzione. Gli ultimi due reati si ipotizzano anche per Angela Birindelli, assessore regionale all’Agricoltura, formalmente indagata dai magistrati viterbesi da marzo.


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13 luglio, 2012

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