Viterbo – (s.s.) – Il 30 giugno è più vicino che mai. Specialmente in una situazione del genere.
Le parole di Piero Camilli, che dopo l’inibizione del figlio Luciano ha annunciato l’addio alla Viterbese, hanno aperto una crisi profonda nel futuro del club di via della Palazzina.
“La società è a disposizione per la cessione, pulita, senza debiti e capitalizzata – ha tuonato il numero uno gialloblù –. Io stesso attraverserò il mio Piave dimettendomi dalle cariche federali in modo tale da poter aggredire legalmente chi tenta di infangare il nostro nome palesando intenti chiaramente estortivi“.
Il bersaglio, senz’ombra di dubbio, è il presidente dell’Arezzo Giorgio La Cava, protagonista della presunta aggressione subita al Rocchi e che ha procurato al vicepresidente della Viterbese una multa da 30mila euro e una maxi squalifica per cinque anni. E convinto l’imprenditore di Grotte di Castro a uscire definitivamente dal mondo del calcio.
I tifosi tornano a soffrire e i possibili scenari a questo punto sono molteplici. Ovviamente siamo sul campo delle ipotesi più primordiali e la prima, quella che si augurano la maggior parte dei supporter, è che il patron faccia marcia indietro e decida di proseguire con la settima stagione consecutiva al timone della società.
Se dovesse prevalere la rabbia e quindi la volontà di lasciare, l’attuale proprietà potrebbe innanzitutto trovare un nuovo acquirente entro il 30 giugno, classica data di scadenza della maggioranza di adempimenti per l’iscrizione al campionato successivo. Una missione praticamente impossibile, visto che alla deadline manca poco più di un mese e che nel calcio di serie C i compratori sono merce più unica che rara.
Una terza opzione è quella praticata il 29 giugno del 2017, poco prima dell’inizio della telenovela Luca Tilia terminata con un nulla di fatto: allora il presidente, vista la scarsa presenza di possibili acquirenti, iscrisse il club per poi continuare a trattare la cessione, salvo tornare sui suoi passi a ridosso dell’inizio di stagione.
L’ultima ipotesi è infine quella della mancata iscrizione, al momento la più improbabile e meno percorribile rispetto alle altre tre.
I tifosi, lo staff tecnico e societario e i calciatori sotto contratto fino al 2020 (una decina) rimangono in attesa: un’altra estate di passione sta per iniziare. O meglio, è già iniziata.
Samuele Sansonetti
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