Bassano Romano – “Mi devi dare il tuo pesce”, condannato ma la pena si dimezza. Decisivi messaggi e foto hard sul cellulare dell’imputato. Tre anni invece che sei al trentenne accusato di schiavizzare le fidanzate. Tremila euro di risarcimento alla vittima, dalla quale avrebbe preteso sesso a tutte le ore.
Si è chiuso così, ieri, dopo due ore di camera di consiglio, il processo al trentenne d’origine marocchina residente a Bassano Romano accusato di schiavizzare le fidanzate. In due, entrambe italiane, lo hanno denunciato.
Una ha ritirato la querela, l’altra, una viterbese di 23 anni, si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Mancini nel procedimento che si è concluso davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.
Difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, l’ex, con cui ha avuto una relazione durata appena tre mesi, da metà novembre 2017 all’11 febbraio 2018, era imputato di stalking, lesioni, tentata rapina, violenza privata e due episodi di violenza sessuale, durante le feste di fine anno di due anni fa.
Il pm Chiara Capezzuto ha chiesto una condanna a 6 anni di reclusione. Il collegio, sentito il difensore, ha condannato il trentenne a 2 anni, 10 mesi e 15 giorni, nonché a una provvisionale di 3mila euro alla vittima. L’imputato, arrestato il 10 marzo 2018, ha già scontato un anno di carcere a Mammagialla. Da un paio di mesi è ai domiciliari rinforzati dal braccialetto elettronico. La misura di custodia cautelare è stata confermata fino al 27 febbraio 2020, data in cui è stata fissata la liberazione.
Il giovane, che era presente alla lettura della sentenza, assieme ai familiari, è stato assolto da alcuni capi d’imputazione, comprese due violenze private e una violenza sessuale, con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”. E’ stato condannato per due ipotesi di percosse e per molestie, reato in cui è stata riqualificata l’accusa di stalking. E’ stato infine condannato per l’altra violenza sessuale, ma nella forma non aggravata, con l’attenuante della minore gravità.
“Non appena saranno state depositate le motivazioni, faremo appello”, il commento a caldo del difensore Migliorati, che durante la sua arringa si è battuto contro la richiesta di sei anni di carcere chiesti dalla procura.
Ieri Migliorati si è giocato l’ultima carta, decisiva, così come alcune testimonianze, che hanno minato l’attendibilità della presunta vittima. In aula è stato sentito il perito di parte che ha passato al setaccio il telefonino sequestrato all’imputato.
“Abbiamo sottoposto il cellulare a un check up completo”, ha spiegato il consulente, intendendo messaggi whatsapp, scritti e vocali, e fotografie compromettenti, in cui la coppia è ritratta in atteggiamenti intimi.
A fine gennaio la 23enne dice all’ex parole molto eloquenti. Gli scrive: “Non ho fatto che parlare di te con le mie amiche”. E gli dice: “Tu mi devi dare il tuo pesce, ti amo”. “Si capisce cosa intendesse per ‘pesce'”, ha sottolineato la difesa.
“Poi ci sono delle richieste di bonifico e infine, ma solo ai primi di febbraio, gli dice di sentirlo più come un fratello. Lui, invece, mai un insulto, una parolaccia, una bestemmia. La frase più forte è un ‘va a morì ammazzata’. La verità è che lui, che ha un grande senso della famiglia, già a Capodanno, voleva mettere su casa con lei, avendo un lavoro e un’abitazione a Roma. Lei allora si è sentita al bivio ed è scappata. Poi ci ha ripensato, poi è scappata di nuovo. E alla fine lo ha denunciato dicendo che erano stati insieme tre settimane. Ma la verità è che la storia è andata avanti tre mesi”, ha detto Miglioranti al tribunale.
“Il mio assistito, che era veramente innamorato e non sa gestire i rapporti con l’altro sesso, si è sentito rifiutato. E’ petulante, stressante, induce a pensare male. E’ il suo modo di porsi, il suo modo di fare. Ed è penalizzante per lui. Ma sul suo telefonino non c’è un messaggio in cui minacci la giovane di morte o di farle passare dei guai.Il massimo dell’insulto è quando, due-tre volte, le ha detto ‘mongoloide’”.
Silvana Cortignani
Articoli: “Foto hard e video bollenti scagioneranno l’imputato” – “Durante il sesso voleva che la prendessi per il collo, fui io a dire basta” – Schiavizza le fidanzate, doppio processo per un trentenne denunciato da due ex
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY