Viterbo – Genitori assolti con formula piena dopo 13 anni e mezzo e una condanna a cinque anni in primo grado dall’accusa di violenza sessuale sulla figlia di sei anni. La presunta vittima, che vittima non era, ora ha 19 anni, vive con la madre oggi 47enne e sta per diplomarsi. Ma la famiglia di allora si è dissolta. Annientata dal troppo dolore.
Non ha retto a un anno di arresti domiciliari e al lungo processo la coppia di quarantenni viterbesi finiti in un girone dantesco dopo la denuncia della badante romena di una vicina di casa che ha scambiato per lamenti sospetti le grida e le risate di una piccola che giocava sul lettone coi genitori e chiamava papà il compagno della madre che l’aveva cresciuta anche se non era il padre naturale.
Martedì la Corte d’appello di Roma li ha assolto, con la formula “perchè il fatto non sussiste”. La piccina, la cui versione fu cristallizzata nell’incidente probatorio, non ha mai parlato di abusi. Eppure.
Il calvario durato 13 anni e mezzo è iniziato il 28 gennaio 2006, quando i carabinieri sono piombati all’ora di cena a casa della coppia, che viveva in un quartiere residenziale del capoluogo, per arrestarli.
“Mia figlia guardava e non capiva. L’hanno affidata alla nonna e da allora sono passati tre anni prima di poter tornare insieme. Aveva 9 anni”, racconta la mamma, rimasta 37 giorni in isolamento tra Civitavecchia e Rebibbia, poi per altri undici mesi ai domiciliari.
“Ci hanno distrutto un pezzo di vita che non ritorna”, è l’amara conclusione della 47enne.
A incastrare la coppia le cimici e le microspie piazzate dagli investigatori, che hanno registrato fotogrammi con il patrigno seminudo prima di andare a fare la doccia, la bambina sul letto, lui che la prende per le gambe e sembra divaricarle.
Nessun segno compatibile con abusi sessuali sulla piccola, visitata dai sanitari dell’ospedale di Belcolle dopo l’arresto dei genitori. Secondo lo psicologo Ugo Sabatelli era depressa “perchè allontanata dai genitori”.
“Se solo il tribunale avesse acconsentito alla richiesta, più volte reiterata, di visionare il filmato nella sua interezza avrebbe potuto vedere che l’imputato si limitava a spingere la bambina per i piedi per farle fare capriole all’indietro. Il tutto per una frazione di secondo”, dicono i difensori Claudia Polacchi, Giuliano Migliorati e Alessandro Vitale.
Silvana Cortignani
– Non violentarono la figlioletta, genitori assolti dopo 13 anni e mezzo di calvario
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