Fabrica di Roma – (sil.co.) – Accusato di stalking dai vicini di casa, avrebbe preso a sassate l’auto delle vittime.
“Puttana, figli di mignotta, vi caccio via”, sarebbero stati gli insulti ricorrenti contro una coppia di quarantenni, perseguitati per un intero anno, da febbraio 2013 a febbraio 2014.
Costretti per la propria incolumità a modificare le abitudini di vita, come gli orari di entrata e uscita e perfino gli orari di lavoro. Marito e moglie sarebbero arrivati a dover parcheggiare la macchina a casa di parenti per non vedersela rigare. E infine hanno messo in vendita l’abitazione non riuscendo a interrompere il calvario.
L’uomo, un presunto stalking seriale con un curriculum ricco di precedenti, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini, è stato assolto nei giorni scorsi dal giudice Elisabetta Massini. Marito e moglie, di Fabrica di Roma, sporsero querela il 12 luglio 2013, quando avrebbe preso a sassate la loro vettura nonostante la presenza dei carabinieri.
L’imputato, noto in paese per le sue intemperanze, è stato più volte denunciato per molestie e minacce da tutto il vicinato.
Il 19 febbraio 2018 è stato sentito in aula l’ex vicecomandante dalla locale stazione dei carabinieri, maresciallo Mario Formisano, che avrebbe assistito al lancio del sasso contro l’auto delle vittime, raccontando di come poi l’imputato si sia dato alla fuga, recandosi presso la ditta di trasporti di Civita Castellana per cui lavorava come camionista e andando tranquillamente a fare delle consegne, prima di essere fermato e condotto in caserma per i successivi accertamenti.
Durante la testimonianza emerse che sarebbe esistito anche un filmato, girato col telefonino dalla moglie della vittima, in cui il 45enne veniva immortalato durante il lancio del sasso”. Video che però non sarebbe però stato acquisito nel fascicolo, mentre per il difensore Parroccini, in ogni caso, quelle riprese non sarebbero state in grado di dimostrare con assoluta certezza che fosse stato proprio l’imputato l’autore del gesto.
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