Martina Franca – Nuovo fermo e nuova denuncia per la stalker giapponese del direttore d’orchestra Sesto Quatrini. È l’Adnkronos a raccontare il seguito della vicenda. Oltre che dal musicista 35enne di Ronciglione, la donna, studentessa al conservatorio di Milano, è stata denunciata per diffamazione dal direttore artistico del Festival della Valle d’Itria, Alberto Triola.
Quatrini in questi giorni si trova a Martina Franca, in Puglia, dove ieri sera ha diretto l’Ecuba di Nicola Manfroce, andata in scena proprio nell’ambito del Festival della Valle d’Itria, con la regia di Pier Luigi Pizzi.
Anche il regista e il direttore artistico della rassegna, Alberto Triola, sono finiti nel mirino della stalker giapponese che ha fatto la sua comparsa nella cittadina pugliese dove, lunedì sera, durante il concerto del soprano Olga Peretyatko, è stata portata in caserma dai carabinieri per accertamenti relativi all’ordinanza del giudice di Piacenza, che ne ha disposto il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla vittima e dai suoi familiari. I militari l’hanno rilasciata nel giro di mezz’ora e lei stessa ha pubblicato sul suo profilo instagram il verbale dei carabinieri.
“Siamo costretti io e Triola – dice Quatrini all’Adnkronos – a muoverci scortati da guardie del corpo, messe a disposizione dal Festival, perché lei, che mi perseguita da nove mesi, adesso ha stretto un cerchio attorno a me e a tutte le persone che hanno o hanno avuto contatti con me”.
Non solo Quatrini, anche Triola ha denunciato la donna: “Nelle ultime due settimane c’è stata da parte sua una tale intensificazione della violenza verbale, un continuo postare sui social di foto di luoghi che io e Quatrini frequentiamo, accompagnate da appellativi poco edificanti riferiti a me che vengo definito assassino, criminale, etc. Per questo ho deciso di andare dalla polizia e sporgere querela per diffamazione”, spiega il direttore artistico del Festival della Valle d’Itria.
“Ma siamo costretti a muoverci con la scorta ed è difficile lavorare così, senza serenità. C’è un dispendio di risorse pubbliche per proteggere me e Quatrini, e noi non capiamo perché non si possa espellere e rimpatriare questa signora, nonostante lei disattenda le disposizioni del giudice. E’ una situazione sgradevole della quale fino a poco tempo fa ridevo. Adesso ho smesso di ridere, mi sento inquieto e non tutelato perché sono in balia dei disturbi mentali di una cittadina straniera, ospite di un Paese che, dinnanzi a una serie di reati commessi, non è capace di metterla a bordo di un aereo e rimandarla a casa”, conclude Triola.
La storia è cominciata l’anno scorso quando, sempre a Martina Franca, Quatrini ha conosciuto la ragazza che faceva parte dell’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti”. Finché la donna, la scorsa primavera, non ha deciso di venire a Ronciglione, dove vivono i genitori e la nonna di Quatrini e dove è stata arrestata per avere minacciato con un paio di forbici i poliziotti che le stavano notificando il divieto di avvicinamento. Dopo la convalida, è stata rimessa in libertà, con un foglio di via, in attesa del processo rinviato all’anno prossimo.
“E così lei è a piede libero e io, la mia compagna e Alberto Triola dobbiamo stare sotto scorta. Da circa 15 giorni ha aperto un profilo instagram che riempie di foto mie, di Pizzi e di Triola, piene di insulti, accanto a immagini di vario genere, alcune macabre che ritraggono corpi smembrati, volti sfigurati, arti amputati, etc. Questa persona va aiutata, rimpatriata e sottoposta a cure, e invece è in giro e mi danneggia anche professionalmente”, ha ribadito Quatrini ad Adnkronos.
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