Montalto di Castro – Il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, condannato a 3 anni e 2 mesi per peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico, verrà sospeso. È quanto prevede la legge Severino. Il provvedimento dovrà essere emesso dall’ufficio territorio del governo, e ovviamente porterà la firma del prefetto di Viterbo Giovanni Bruno. Ma sembrerebbe che all’ente di piazza del Plebiscito, seppur già richiesta, non sia ancora arrivata la documentazione, tra cui la sentenza, dal tribunale di Civitavecchia. “A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero – spiega la legge Severino – i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione sono comunicati al prefetto il quale, accertata la sussistenza di una causa di sospensione, provvede a notificare il relativo provvedimento agli organi che hanno convalidato l’elezione o deliberato la nomina”.
“La sospensione – specifica la Severino – cessa di diritto di produrre effetti, decorsi diciotto mesi”. In questo anno e mezzo i compiti del primo cittadino verrano svolti dal vicesindaco. “Nel periodo di sospensione – prevede la legge – i soggetti sospesi, ove non sia possibile la sostituzione o fino a quando non sia convalidata la supplenza, non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata”.
Il sindaco Sergio Caci è stato condannato in primo grado per dei presunti bagni “regalati” a un suo conoscente: 18mila euro, sborsati dall’amministrazione, per realizzare due bagni in un appartamento, zona Case ex Enel. Condannato anche Paolo Rossetti, responsabile dell’ufficio demanio e patrimonio del comune. Mentre è stato assolto per non aver commesso il fatto Andrea Salvati, concessionario dell’appartamento “incriminato” e attuale responsabile della Lega di Montalto di Castro.
L’importo preciso dei lavori sarebbe stato di 18mila 150 euro. Per giustificare l’uscita di quei soldi dalle casse comunali, secondo i magistrati, sarebbe stata usata la determina dei lavori eseguiti alla Marina dopo l’alluvione del 2012. Di rifare i due bagni a spese dei contribuenti sarebbe stato incaricato un imprenditore della zona: Quinto Mazzoni, oggi segretario del Pd di Montalto. Lo stesso, alla fine del 2012, avrebbe fiutato il possibile sperpero di soldi pubblici e sporto denuncia.
Dopo la sentenza, Caci ha commentato: “Rispetto la decisione del tribunale, ma ribadisco con forza e convinzione la mia assoluta innocenza e quella del responsabile del servizio lavori pubblici all’epoca dei fatti. Ritengo abnormi le accuse mosse nei nostri riguardi e mi amareggia che il tribunale non abbia colto la vera natura della costruzione fatta dagli accusatori e delle loro reali intenzioni. La verità è un’altra e verrà certamente accertata nelle opportune sedi. Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per proporre appello”.
Secondo la legge Severino, “nel caso in cui l’appello proposto avverso la sentenza di condanna sia rigettato anche con sentenza non definitiva, decorre un ulteriore periodo di sospensione che cessa di produrre effetti trascorso il termine di dodici mesi dalla sentenza di rigetto”. I legali di Caci, in attesa del provvedimento, starebbero già valutando di ricorrere alla magistratura per tentare di bloccare la sospensione.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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