Viterbo – Si è preso tutte le colpe, scagionando l’amico. “Lui non c’entra niente – ha ammesso il più giovane dei due arrestati per l’aggressione a un ragazzo pakistano -. Ho fatto tutto da solo, ma sono pentito. E comunque non volevo commettere nessuna rapina”.
Si sarebbe difeso così il ventenne viterbese comparso ieri mattina davanti al giudice Rita Cialoni. Insieme a un 21enne deve rispondere di quella che, per il pm Eliana Dolce, è stata una rapina finita nel sangue, giovedì notte, in un bar tra viale Trento e via Garbini. I due amici, stando alle indagini, avrebbero picchiato un ragazzo pakistano anche con i cocci di una bottiglia di vetro, costringendolo a consegnare loro soldi e cellulare.
Solo il più piccolo, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, ieri mattina, è venuto in tribunale. All’altro, assistito dall’avvocato Anna De Cesare, il pm stesso avrebbe revocato gli arresti domiciliari, rimettendolo in libertà.
“Vorrei chiedere scusa – avrebbe detto il 20enne -. Era il mio compleanno, ero un po’ ubriaco”. Nessun motivo preciso per attaccare briga. “C’erano state delle provocazioni”, avrebbe spiegato al giudice. Qualche occhiataccia di troppo, secondo i carabinieri, che hanno rintracciato i due amici verso le 3 di venerdì notte, qualche ora dopo l’aggressione che, invece, sarebbe avvenuta intorno alle 23. Subito sarebbero scappati in macchina, mentre carabinieri e 118 arrivavano al bar per soccorrere la vittima e raccogliere le prime testimonianze. Proprio grazie alle descrizioni dei presenti, gli uomini del luogotenente Maurizio Iannaccone sono riusciti a rintracciare i due amici.
Il ragazzo pakistano, portato all’ospedale Belcolle col naso rotto e molte contusioni, ha detto di essere stato rapinato del cellulare e di 200 euro. Circostanza che il ventenne viterbese ha negato, parlando sostanzialmente di una situazione sfuggita di mano a causa dell’alcol.
Per lui è stato convalidato l’arresto e confermati i domiciliari. L’altro comparirà davanti al giudice nei prossimi giorni per l’udienza di convalida dell’arresto da parte dei carabinieri.
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