– E’ durato due ore e mezza l’interrogatorio di Paolo Gianlorenzo.
Il giornalista, ex direttore dell’Opinione di Viterbo e Alto Lazio, è tornato ieri pomeriggio dal pm di Civitavecchia Lorenzo Del Giudice. Ma stavolta non si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’interrogatorio lo ha chiesto lui, accompagnato dai suoi legali Carlo Taormina e Massimo Meloni.
L’inchiesta è quella sulla presunta macchina del fango in danno dell’attuale sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei (Pd). Una costola del maxifascicolo viterbese aperto sullo stesso Gianlorenzo e sull’ex assessore regionale Angela Birindelli per concorso in tentata estorsione e corruzione.
Quella viterbese è un’altra macchina del fango che ha come bersaglio l’ex capogruppo regionale Pdl Francesco Battistoni e che ha trascinato nel registro degli indagati almeno dieci persone tra cui il sindacodi Viterbo, Giulio Marini.
A Civitavecchia Gianlorenzo è indagato per corruzione e, con lui, l’imprenditore Giuseppe Sarnella e l’ex primo cittadino Gianni Moscherini, oggi capogruppo Pdl al consiglio comunale civitavecchiese.
Per gli inquirenti, tra Moscherini e Sarnella ci sarebbe stato un accordo: l’appalto per la costruzione delle terme in cambio del finanziamento di parte della campagna elettorale di Moscherini. Il “pacchetto” doveva prevedere anche un gruppo di giornalisti da aizzare contro Tidei, tra cui Gianlorenzo e la sua collega Viviana Tartaglini, indagati entrambi sia a Civitavecchia che a Viterbo.
“Abbiamo chiarito tutto – spiega l’avvocato Massimo Meloni -. E’ stata l’occasione per spiegare tutti gli aspetti di questa promessa di denaro avuta da Gianlorenzo. I soldi per la macchina del fango, in realtà, erano un contratto di lavoro. Gianlorenzo doveva avere 30mila euro per fare il capoufficio stampa a Moscherini, qualora avesse vinto le elezioni, e 20mila da Sarnella per una pubblicità. Ma, per motivi diversi, non ha avuto né gli uni né gli altri“.
La procura ha tempo fino al 23 dicembre per chiedere una proroga delle indagini. Ma l’avvocato Meloni dubita che il pm Del Giudice lo farà. “Abbiamo buoni motivi per ritenere che questa indagine sia una grossa bolla di sapone e che si concluderà con l’archiviazione”.
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