Vitorchiano – Distributore sulla superstrada, estraneo a “mafia capitale” il titolare di Mondo Petroli Spa.
E’ stata archiviata la posizione dell’imprenditore romano del settore petrolifero Fabio Russo, tra gli indagati della maxinchiesta “mondo di mezzo”. Russo, in quanto titolare della Mondo Petroli Spa, era indagato in merito a una presunta intestazione fittizia di beni, tra i quali un distributore di carburante sulla superstrada nel territorio del comune di Vitorchiano.
E’ la maxinchiesta “mafia capitale”. Tra le 113 posizioni archiviate dal gip Flavia Costantini nel febbraio 2017 su richiesta della procura di Roma c’è anche quella dell’imprenditore 42enne Fabio Russo.
Fabio Russo era stato iscritto nel registro degli indagati per via dei suoi rapporti con Giovanni De Carlo, arrestato nel dicembre 2014 con l’accusa di favoreggiamento del presunto capo dell’organizzazione Massimo Carminati e di trasferimento fraudolento di valori.
Russo, in particolare, assieme ad altre persone, era indagato in concorso con De Carlo, per presunte condotte poste consapevolmente in essere tra il primo marzo e il primo ottobre 2013, relative, secondo gli inquirenti, alla fittizia intestazione di beni a De Carlo, tra i quali un distributore sulla superstrada nel territorio del comune di Vitorchiano.
De Carlo, secondo gli investigatori, nel 2013 avrebbe avuto interesse ad investire anche nella Tuscia attraverso la Mondo Petroli Spa facente per l’appunto capo a Fabio Russo. Il nome di De Carlo, in particolare, era stato associato al distributore di benzina sulla superstrada Orte-Viterbo, chilometro 53,800, a Vitorchiano. Nell’ordinanza del gip Costantini si parlava di “probabile acquisizione” del distributore viterbese da parte della società “Mondo Petroli Spa”.
De Carlo, in base alle risultanze investigative dell’epoca, avrebbe realizzato “una complessa operazione societaria, volta a un riassetto delle compagini societarie riferibili a Fabio Russo per prenderne di fatto il controllo e ricavarne profitto, che si è tradotta in un’attribuzione fittizia a quest’ultimo della disponibilità delle attività imprenditoriali svolte da una serie di imprese, anche di diritto anglosassone, e dei beni di loro proprietà”.
“Non si ritiene – si legge nel decreto di archiviazione – che gli elementi acquisiti nel procedimento siano idonei nei confronti di Fabio Russo a sostenere l’accusa in giudizio. In particolare, non emergono elementi idonei per potersi affennare la consapevolezza dei soggetti di cui si è avvalso De Carlo per il raggiungimento dei propri fini illeciti. Il dolo specifico richiesto per configurare il concorso di Fabio Russo e degli altri indagati in esame nel delitto di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, consistente nell’eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli art. 648, 648 bis e 648 ter c. p.. I predetti ed in particolare il Russo hanno verosimilmente capito che le operazioni poste in essere non potevano che nascondere finalità illecite, ma potrebbero non aver colto quali fossero quelle effettive (non emergendo ciò da alcuna conversazione tra loro intercorsa e monitorata)”.
I carabinieri del Ros erano giunti alle loro conclusioni in base ad alcune intercettazioni di conversazioni telefoniche tra gli indagati in cui si parlava per l’appunto di distributori: “Cerveteri, uno dopo Cerveteri, sull’Aurelia, uno per andare a Rieti, prima di Rieti prima che entri a Rieti, un’altro tra Rieti e Ascoli Piceno all’altezza di Amatrice sempre Salaria e l’altro sulla Orte-Viterbo”. Si leggeva nell’ordinanza del gip Flavia Costantini: “I successivi accertamenti esperiti consentivano di verificare, al momento, la probabile acquisizione del solo distributore sito a Vitorchiano”, sulla superstrada appunto, il quale “pur non risultando ancora inserito nelle visure camerali tra i beni della Mondopetroli spa, ne espone le insegne”.
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