Viterbo – Piscina comunale, la società sportiva Lazio Nuoto torna a bussare in comune.
L’amministrazione, il sindaco Giovanni Arena in particolare, ritiene che non ci siano soluzioni altrettanto valide rispetto all’affidamento alla Federazione italiana nuoto. Per questo si va verso l’accordo con l’impianto natatorio che diventerà un centro federale Fin. Scelta contestata dall’opposizione, per i costi e le temute ricadute sulle associazioni sportive del territorio.
Il comune guarda a Fin, seppure altre realtà come Lazio Nuoto hanno manifestato interesse.
Non è la prima volta che si fanno avanti. Da tempo, la società ha ha fatto sapere d’essere pronta ad avanzare proposte. Ritengono d’averne i titoli, essendo stata una realtà fondata nel 1900 e con una solida storia alle spalle.
Il vicepresidente Daniele Sterrantino, appreso che a palazzo dei Priori stanno proseguendo sulla loro strada, ha scritto ancora a sindaco, assessori e consiglieri. Per ribadire e rinnovare quanto già espresso.
“Facendo seguito alla manifestazione d’interesse avanzata per l’affidamento della gestione della piscina comunale di Viterbo – scrive Sterrantino – in ragione delle notizie apparse sui vari mezzi di stampa, che ribadiscono una presunta preferenza di codesta amministrazione per un affidamento diretto alla Federazione Italiana Nuoto, si avanza con la presente, istanza di accesso ai dati ed ai documenti afferenti tale eventualità”.
Lazio Nuoto vuol capire quali siano i termini ed eventualmente avanzare una proposta che potrebbe essere più vantaggiosa. “È interesse della scrivente conoscere gli atti che definiscono le condizioni di detto affidamento diretto, vuoi sotto il profilo giuridico amministrativo, che tecnico economico.
Ciò permetterà, altresì, alla scrivente di valutare la possibilità di un’eventuale proposizione, in alternativa, di una proposta di finanza di progetto”.
La piscina va data in gestione, ovviamente alle migliori condizioni per l’amministrazione comunale. Economiche e non solo. Non valutare eventuali opzioni qualche dubbio potrebbe farlo sorgere. Anche perché il vicepresidente Sterrantino aggiunge un elemento nuovo.
“Con l’occasione – sottolinea Sterrantino – sempre prendendo spunto dalle informazioni riportate dalla stampa, riteniamo utile segnalare a codesta amministrazione sulla presunta natura di ente pubblico della Federazione Italiana Nuoto, che giusto in questi giorni il governo ha reso pubblica la prima bozza del testo unico sullo sport, ossia il decreto delegato di cui alla L. 86/2019, nel cui ambito si ribadisce (Titolo II “Degli Enti privati” – Capo 1- Art. 1) la “natura di associazione con personalità giuridica di diritto privato” delle federazioni sportive nazionali. Cosi come peraltro già risultante dall’attuale statuto della stessa federazione italiana nuoto”.
Finora a palazzo dei Priori hanno motivato l’affidamento di gestione a Fin, come un’operazione tra soggetti pubblici, comune da una parte e federazione dall’altra. Se quanto afferma Sterrantino dovesse trovare conferma, il quadro cambierebbe.
Ci sarebbe, cioè, un ente pubblico, il comune, che affida direttamente in gestione a un soggetto privato un bene rilevante quale la piscina. Non è esattamente la stessa cosa e Giacomo Barelli, capogruppo Forza civica in consiglio comunale, ci va giù pesante.
“Quello che sta facendo il sindaco Arena non è un capriccio – dice Barelli – ma un atto gravissimo che più volte ho denunciato insieme a tutta l’opposizione in aula.
Se il sindaco crede che con il voto di maggioranza si possa fare impunemente qualsiasi cosa, anche in danno dei viterbesi, si sbaglia di grosso e se ne accorgerà presto”.
Barelli non intende passarci sopra. “Il comune – prosegue Barelli – non può essere gestito come una cosa privata, faremo tutto quello che è nelle nostre facoltà come consiglieri comunali, per segnalare quest’assurda vicenda dove è già noto da tempo il contraente del comune per la gestione della piscina, in assenza di atti di affidamento.
Ma credo che sia giunto il momento che si muovano anche le altre autorità deputate al controllo e al rispetto della legalità”.
Giuseppe Ferlicca
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