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Viterbo - Dopo l'esposto alla corte dei conti, altra tegola per l'amministrazione - La società Lazio Nuoto chiede la procedura pubblica per l'affidamento: "Per assicurare massima concorrenza" - No all'affidamento diretto alla Fin

“Con la piscina il comune poteva guadagnare, invece ci rimette”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - La piscina comunale

Viterbo – La piscina comunale

Viterbo – “Con la piscina il comune poteva guadagnare, invece ci sta mettendo soldi”. Affidamento dell’impianto natatorio comunale, arriva la lettera della società sportiva Lazio Nuoto.

Indirizzata a sindaco, consiglieri e assessori comunali, è firmata dal vicepresidente Daniele Sterrantino, che si dice sorpreso dell’intenzione da parte dell’amministrazione di concedere la gestione dell’impianto alla Fin, dopo quella temporanea. Una scelta che ha avuto conseguenze non positive per le casse comunali, fanno notare da Lazio Nuoto.

“La ssd Lazio Nuoto – scrive Sterrantino – sta attendendo da molti mesi le decisioni di codesta amministrazione comunale circa le sorti della piscina comunale di Viterbo e ha manifestato per le vie brevi più volte il proprio interesse per la gestione della stessa”.

Ma a palazzo dei Priori avevano disposto o stavano per farlo, diversamente. “In un primo momento era stato però riferito alla scrivente che era ferma intenzione dell’ente d’indire una gara pubblica per l’assegnazione della stessa, e ciò ha fermato sul nascere la proposizione di una nostra proposta spontanea di partenariato pubblico privato/finanza di progetto (come da intenzioni espresse)”.

Se la proposta fosse stata accettata, il comune avrebbe risparmiato soldi, ritiene Sterrantino: “Proposta che ad oggi, non si può fare a meno di evidenziare, avrebbe probabilmente già concluso il suo iter amministrativo e assicurato così un’importante entrata economica per codesta amministrazione. A fronte dell’attuale esborso (o almeno cosi è dato pubblicamente conoscere) che invece codesto ente sta avendo per aver affidato temporaneamente l’impianto alla Federazione Italiana Nuoto”.

Per riaprire, l’amministrazione si è accollata diversi costi. Ma doveva essere una situazione di passaggio. Lazio Nuoto aspettava di partecipare a un eventuale affidamento, stavolta definitivo. “Oggi però, con sorpresa, apprendiamo anche a mezzo stampa che la nuova intenzione sarebbe quella di rinnovare l’affidamento alla stessa Federazione Italiana Nuoto, non più in via temporanea (per completare cioè la predisposizione della disciplina di gara), ma addirittura per un lungo periodo pluriennale”.

I rapporti tra società Lazio Nuoto e Fin sono di collaborazione e amichevoli, il vicepresidente ci tiene a sottolinearlo, tuttavia: “riteniamo comunque doveroso e opportuno segnalare che tale scelta appare poco in linea con quelli che sono i principi di carattere generale, italiani e comunitari, che informano la materia della contrattualistica pubblica.

E in particolar modo, con l’obbligo per le stazioni appaltanti pubbliche di assicurare la massima concorrenza e apertura al mercato, nonché garantire l’economicità e redditività dell’affidamento operato”.

Lazio Nuoto non perde la speranza: “Rimaniamo pertanto in attesa delle definitive determinazioni di codesta amministrazione, auspicando la possibilità della partecipazione a un eventuale procedura di gara, ovvero quella della presentazione da parte della scrivente di un’adeguata e qualificata proposta di partenariato pubblico privato – finanza di progetto”.

La lettera arriva in un momento delicato. Praticamente tutta l’opposizione ha scritto alla Corte dei conti, paventando danno economico per come palazzo dei Priori finora ha gestito i passaggi, a partire dall’affidamento temporaneo, ritenuto oneroso.

Adesso c’è la reiterata manifestazione d’interesse di una società, messa nero su bianco, che in parte fa venire meno i timori più volte espressi dall’amministrazione comunale, di trovarsi senza operatori qualificati in grado di gestire l’impianto natatorio.

Con la minoranza sul piede di guerra per procedure di gara che non partono, altre ritenute non idonee, la situazione alla piscina rischia di farsi molto calda e la temperatura dell’acqua non c’entra.

Giuseppe Ferlicca


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9 giugno, 2020

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