Viterbo – “L’hanno fatto di nuovo. Per l’ennesima volta hanno ceduto il bene della città alle logiche della partitocrazia. E stavolta, tra l’altro, hanno fatto cadere Viterbo ancora più in basso, barattandola con il candidato sindaco di una cittadina della provincia, che per quanto importante possa essere non è certo il capoluogo…”. Chiara Frontini, leader del movimento Viterbo 2020, è allibita (per non dire quasi schifata) dalle motivazioni che avrebbero causato, e poi anche risolto, la crisi della giunta Arena.
Ma lei, che nel 2018 sfiorò il colpaccio proprio contro Arena con il quale perse di un soffio solo al ballottaggio, guarda già avanti, alle prossime elezioni, quando i viterbesi giudicheranno con il voto quello che l’attuale maggioranza sta facendo (e non facendo).
Come commenta Chiara Frontini l’ultima crisi della giunta Arena?
“Questa crisi e soprattutto il modo in cui poi l’hanno “risolta” non è altro che la prova fin troppo chiara di quanto le logiche della partitocrazia incidano sull’amministrazione della nostra città. Del resto per Arena e la sua squadra non mi pare sia una novità. Gli stessi giochetti, gli stessi movimenti di pedine sullo scacchiere sono stati utilizzati per la scelta del candidato sindaco, poi per la formazione della giunta e via di seguito. Insomma, col manuale Cencelli alla mano…”.
Quindi secondo lei è vero che a pesare sulla risoluzione della crisi al Comune di Viterbo c’è stato l’accordo sul nome del candidato sindaco di Civita Castellana?
“Questo non l’ho detto io, ma alcuni degli esponenti stessi della maggioranza di palazzo dei Priori. Purtroppo non è una novità che Viterbo dipenda dalle scelte dei referenti romani dei vari partiti. Si riempiono caselle senza guardare alle esigenze della città e dei viterbesi. Questa volta poi l’hanno fatta davvero grossa: hanno “venduto” Viterbo, per il candidato sindaco di un paese della provincia, che per quanto possa essere di peso è sempre poca cosa rispetto al capoluogo”.
E pure questa crisi di giunta, in un modo o nell’altro, è passata. O no?
“Se è passata o non passata cambia davvero ben poco. Tanto quasi sicuramente ce ne sarà un’altra e poi un’altra… La giunta guidata da Arena vive una profonda crisi endemica che ciclicamente si ripropone. Questo è il risultato che si ottiene quando una maggioranza è tenuta insieme da un’accozzaglia di forze appiccicate insieme per vincere, ma non per governare. Era quello che dicevo in campagna elettorale due anni fa: io sono Chiara, loro sono il caos. E che caos!”.
Ora però il sindaco ha assicurato che è pronto a lavorare a ritmo serrato su una serie di punti e di obiettivi: il verde pubblico, la scuola materna e la palestra del quartiere Santa Barbara, le strade, i rifiuti…
“Adesso? Io trovo inaccettabile e irricevibile sentire un sindaco che parla di queste cose quando è quasi a metà mandato. I programmi si dovrebbero stilare prima ancora di essere eletti, non dopo due anni che si governa. Questa è l’ennesima prova che non hanno le idee chiare su come si amministra una città. E intanto il verde pubblico è diventato “giallo pubblico” (per dirla con una battuta di un mio caro amico) la città è trascurata, sporca. I turisti che la stanno visitando in queste giornate d’estate non fanno altro che notare quanto sia meravigliosa, ma allo stesso tempo tristemente abbandonata a se stessa. E poi non scordiamoci che non è ancora stato approvato il rendiconto che scadeva a fine giugno. Devo continuare?”
Certo, continui…
“Il fatto è che il fallimento totale dell’amministrazione guidata da Giovanni Arena è sotto gli occhi di tutti. Spero anche dei suoi. Invece lui che fa? Scherza sui social network, minimizza… e questo mi fa pensare che forse allora non ne ha consapevolezza. Altrimenti, se davvero ha voluto con tutte le sue forze diventare sindaco di Viterbo perché ama la città, dovrebbe rendersi conto che ora l’unica cosa giusta da fare è un passo indietro. Con franchezza e dignità”.
I viterbesi come giudicano questa amministrazione secondo lei?
“Chi ha scelto Arena lo conosceva già, perché fa politica da molti anni ormai. Forse però non si rendevano bene conto di quanta discrepanza ci fosse tra quello che prometteva e quello che era in grado di fare davvero. Come si può pensare che i cittadini continuino a credere a tutto quello che scrive e pianifica se poi rimane solo sulla carta? La realtà è che loro sono al governo da due anni, ma per Viterbo rappresentano già il passato.
E il futuro qual è?
“Il futuro siamo noi. Il futuro è il civismo. Nelle ultime due amministrazioni abbiamo visto il fallimento totale delle logiche dei partiti, sia a sinistra che a destra. Noi invece stiamo già guardando al futuro per un’alternativa solida, seria e credibile. Se vogliamo dare risposte ai cittadini dobbiamo cambiare paradigma. Dobbiamo dimostrare l’amore per la città liberandola dalla partitocrazia romana o dei piccoli potentati locali. Abbiamo un progetto ampio, che include tutta la Tuscia e non solo il capoluogo e che giorno dopo giorno si arricchisce di risultati e di conquiste apprezzate non solo da chi fa parte di Viterbo 2020 ma anche da chi, pur restando all’esterno, si sente di condividere. Questa è il futuro: noi”.
Francesca Buzzi
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