Viterbo – “Non si vuol far lavorare il sindaco e io non ci sto”. Giulio Marini, capogruppo Forza Italia in comune è convinto che il suo strappo in consiglio fosse necessario.
Si è autosospeso dalla maggioranza e riconsegnato la delega all’Ambiente al sindaco Arena. Al termine di una giornata caldissima per il centrodestra a palazzo dei Priori.
L’esecutivo porta a casa il rendiconto. Approvato. Ma incassa pure una crisi che si fa sempre più nera. Scattata con l’uscita dal consiglio martedì di FdI e la mancata approvazione del rendiconto.
Ieri mattina il primo cittadino ha dovuto ammettere che alcune situazioni le ha lasciate troppo correre e ora deve recuperare il tempo perso. Si sono incancrenite. Serve una verifica e capire quello che non va. Ma chi ci capisce qualcosa?
Con l’ok al documento contabile, ieri è riesploso lo scontro. Forza Italia e Fratelli d’Italia sono per andare avanti e approvare la delibera per l’affidamento dell’impianto alla Fin. Non la Lega.
Andrea Micci, capogruppo del Carroccio in consiglio aveva avvisato gli alleati in mattinata. Prima un chiarimento, poi si discute di qualsiasi altro argomento.
Nel pomeriggio, una volta approvato il rendiconto, lo ribadisce: “Come già comunicato e nella più completa trasparenza – spiega in consiglio Micci nel chiedere la sospensione dei lavori – e come lo stesso sindaco ha sancito, ovvero avviare quella che possiamo chiamare una piccola verifica, che è necessaria, chiediamo di fermare i lavori”.
Fondazione appoggia, ma si devono scontrare con Forza Italia e Fratelli d’Italia che invece vogliono andare avanti. Micci riesce a portare dalla sua, buona parte dell’opposizione. In 17 votano per fermare i lavori, 9 sono per andare avanti e 5 astenuti. Sancendo una nuova maggioranza, più o meno balneare.
Micci è chiaro: “Siamo vittime di un partito che in consiglio comunale ha dato vita alla crisi – spiega riferendosi a FdI – il rendiconto abbiamo ritenuto di votarlo, ma serve un chiarimento. Ci devono spiegare cosa succede. Non è la Lega ad avere posto il problema, non si alimenta la crisi e poi si fa finta di niente, è una presa in giro per i partiti e per i cittadini.
Ci sia questo chiarimento e noi già la prossima settimana siamo pronti a tornare in consiglio comunale con la piscina e i derivati. Se non fosse saltata la seduta di martedì, li avremmo trattati ieri”.
Nel frattempo lo scontro si allarga anche a Forza Italia, che finora era rimasta alla finestra a osservare gli alleati FdI, Lega e Fondazione scontrarsi.
Col gesto plateale e inatteso di Marini. “Non ci sto a questo gioco – fa sapere Marini – io voglio risultati per la mia città. Se si fa in modo di non far lavorare il sindaco Arena, io non ci sto più. Se la situazione cambia torno indietro, ma oggi le condizioni non ci sono.
Ripeto, non stanno facendo lavorare il sindaco e io faccio un passo indietro. Non credo che sarò il solo”.
Il sindaco. Qualcuno ha fatto notare la sua posizione. Al rientro dalla sospensione da lui stesso richiesta era assente. Pare che nel veloce vertice di maggioranza abbia provato a mediare ma alla fine si sarebbe spostato sulle posizioni di Lega e Fondazione, pronti a votare la delibera sulla piscina ma dopo la verifica.
Forza Italia, il partito di Arena, ha addirittura lasciato la riunione di maggioranza, con FdI a spiegare che non poteva essere l’atto amministrativo dell’impianto natatorio oggetto di verifica, oltretutto voluto fortemente dal primo cittadino.
Il risultato si è visto poco dopo.
Le ragioni della Lega hanno prevalso. Ma rovesciando la medaglia, ieri ha avuto ragione anche Fratelli d’Italia, quando lamentava un diverso trattamento rispetto agli alleati.
Posizioni frastagliate, veti che s’incrociano. C’è grossa crisi in comune.
Giuseppe Ferlicca
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