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Tribunale - Operazione Drago - Pene da un minimo di due anni e un mese di carcere a un massimo di cinque anni e mezzo.

Droga in discoteca e donne costrette a fare la vita, sei condanne e cinque assoluzioni

di Silvana Cortignani
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Gli arrestati dell'operazione Drago

Gli arrestati dell’operazione Drago

La Bmw crivellata da una decina di colpi d'arma da fuoco

La Bmw crivellata da una decina di colpi d’arma da fuoco

I proiettili

Operazione Drago – I proiettili

Le sostanze dopanti

Operazione Drago – Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti

Operazione Drago – Le sostanze dopanti

Viterbo – Crimini di ogni sorta per comprare droga da spacciare in discoteca, secondo l’accusa. E’ finita con sei condanne e cinque assoluzioni.

Le condanne ammontano complessivamente a 23 anni e mezzo di reclusione. Da un minimo di due anni e un mese di carcere a un massimo di cinque anni e mezzo. 

Si è chiuso così, alle 18 di ieri, dopo oltre tre ore e mezzo di camera di consiglio e l’intera mattinata dedicata alla discussioni delle difese, il processo agli undici imputati del filone finito davanti al collegio della maxi operazione Drago. 

È il blitz sfociato in 40 arresti all’alba del 28 maggio 2012, per un totale record di 400 capi d’imputazione a carico di una presunta banda di malavitosi locali dediti al crimine, secondo l’accusa, per finanziare l’acquisto di grosse partite di stupefacenti. 

Nel blitz finirono in manette, tra gli altri, Michel e Django Barberio. Sono i fratelli la cui Bmw crivellata di colpi di arma da fuoco la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2011 a Soriano nel Cimino ha dato il via alle indagini. Sulla vettura furono poste delle cimici e in breve si scoprì che ad appiccare il  fuco era stato un romeno il cui nome assomigliava a “drago” da cui l’operazione. Poi venne il resto. 

Al centro dell’inchiesta condotta dai carabinieri sono finiti macchine potenti, sparatorie nel cuore della notte, donne costrette a fare la vita, banditi gonfi di anabolizzanti per apparire più minacciosi, estorsioni ai commercianti per comprare droga da spacciare in discoteca. 

Davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, gli imputati dovevano rispondere, a vario titolo, di usura, rapina, estorsione, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione. Sono Janina Visilescu, Django Barberio, Pietro Brundu, Massimo Franco, Cristian e Giuseppe Perotti, Alfredo Chiaravalli, Alfredo Pontani, Giancarlo Manili, Bruno Soranno e Claudio Novelli. Tre le parti civili: gli imputati Pietro Brundu e Alfredo Pontani e l’imprenditore di Narni, Mirko Scorzoni, vittima di uno dei presunti tentativi di estorsione. Pubblico ministero il sostituto Stefano D’Arma.

Le condanne vanno da un minimo di due anni e un mese (per la coppia Django Barberio e Janina Vasilescu, assolti da tutti i reati tranne sfruttamento della prostituzione e lesioni) a un massimo di cinque anni e mezzo per Chiaravalli e Soranno. Cinque anni a Giuseppe Perotti, mentre è stato assolto Cristian. Tre anni e quattro mesi, infine, a Manili. 

Alla parte civile Mirko Scorzoni è stato riconosciuto un risarcimento, da quantificare  in sede civile. 


Le sei condanne

1) Janina Vasilescu: 2 anni e un mese di reclusione
2)Django Barberio: 2 anni e un mese di reclusione
3) Giancarlo Manili: 3 anni e 4 mesi di reclusione
4) Giuseppe Perotti: 5 anni di reclusione
5) Bruno Soranno: 5 anni e 6 mesi di reclusione
6) Alfredo Chiaravalli: 5 anni e 6 mesi di reclusione


Le cinque assoluzioni

1) Pietro Brundu
2) Alfredo Pontani
3) Cristian Perotti
4) Claudio Novelli
5)  Massimo Franco

Silvana Cortignani


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23 settembre, 2020

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