– Sono in affanno e hanno paura. Bersani – D’Alema – Sposetti non hanno neppure capito che comunque vada il ballottaggio blindato, che solo una mente stalinista poteva inventare, sarà per lui – loro una sconfitta.
Patetici anche tutti coloro che ieri si sono riposizionati in vista di un posto al governo. L’esposto ai garanti, sulla pagina a pagamento che invitava al voto per il ballottaggio di domenica, è a dir poco patetico. Un posto in qualche ministero i tre moschettieri delle primarie lo avrebbero avuto comunque. Non c’era bisogno neppure di tanta piaggeria. Questo ammesso che il grigio e perdente Bersani non “strolichi” qualcosa per perdere le elezioni anche senza avversario.
Sì, perché la vocazione a perdere purchessia è innata. E il parroco di campagna Bersani, con i suoi alambicchi politici, non riesce neppure a immaginare un Pd maggioritario. Gli servono Vendola, Tabacci, Puppato, Casini, i fuoriusciti dall’Idv, i socialisti… E con una coalizione di questo tipo si accinge a non governare il paese. Bloccata come sarà da mille veti incrociati. Hai voglia a far sottoscrivere le regole per cui si vota e la maggioranza decide.
Va ricordato che questi sono gli stessi che fecero il patto con Di Pietro che si era impegnato a non fare un gruppo autonomo in parlamento. I radicali mantennero il patto. Di Pietro no. E Bersani – D’Alema – Sposetti non ci pensarono neppure a far notare la scorrettezza. Loro Di Pietro lo hanno inventato paracadutandolo al Mugello, ci mancherebbe.
Quello che non vogliono vedere Bersani – D’Alema – Sposetti è che lo scontro è tra due sinistre: una liberale di stampo anglosassone che ama la società aperta; l’altra che non ha fatto ancora i conti con la propria storia densa di hegelismo e di una visione organicistica della società, in cui il cittadino non conta. Sono figli ancora di Gentile che almeno aveva la forza della chiarezza e spiegava sulla Treccani che l’individuo esiste solo nello Stato.
Ecco perché il voto di domenica è importante.
Si tratta di capire se questo paese vuole veramente uscire dalla ideologie totalitarie del Novecento oppure no.
Si tratta di capire se si vuole andare verso una società aperta o si vuole continuare a difendere i privilegi delle caste. Se si vuole che i giovani abbiano un futuro o che debbano andare all’estero per avere una vita dignitosa. Se si vuole una vita di libertà con tutti i rischi che questo comporta o una vita sovietica fatta di grigie e umilianti certezze.
Se si vuole meno burocrazia e più libera impresa o continuare a sostenere finanziariamente imprese decotte mentre le piccole aziende muoiono. Se si vuole abbattere la burocrazia degli apparati di partito o si vuole ancora il finanziamento dei partiti, nonostante il referendum radicale.
La scelta è tra essere cittadini o sudditi. Tra un governo che decida e un governo basato sull’inciucio con l’Udc. Capite bene: il genio di D’Alema, il grande stratega, lo straordinario “lìder Maximo” d’accordo con Fioroni ha deciso che essere di sinistra significa fare l’accordo con Casini. Sì quello che ha problemi con i diritti fondamentali di tutti i cittadini. Quello che è stato alla corte di Berlusconi fino a ieri. Quello che punta al proporzionale. Allevato amorevolmente dal doroteo Forlani. Sì, per D’Alema – Fioroni il futuro di un paese moderno passa per la cruna dell’ago che si chiama Casini. Come dire: e mo’ basta.
Vogliamo un paese laico, libero, moderno. Non ne possiamo più di fasciocattocomunismi. Di totalitarismi spacciati per democrazia. Siamo stufi d’esser sudditi.
Perfino la grande Margherita Hack ha intuito che da una parte c’è la libertà dall’altra la difesa dei privilegi arroccati su se stessi e ha detto che voterà Renzi.
Non so se Renzi sia la soluzione. Ma una cosa è certa Bersani & c. hanno già dato e ci hanno portato a questo punto: con una società ingessata, con un debito pubblico infinito, nessuna speranza per i giovani talenti di cui il paese è pieno, nessun sogno.
Ecco, Renzi potrà pure sbagliare ma anche con il massimo impegno non riuscirà mai a fare gli stessi danni che hanno fatto D’Alema & c. rubandoci il futuro.
Comunque vada domenica, va detto che l’uragano Renzi ha decretato la fine di un mondo politico incapace e quindi capace di tutto. Un mondo politico capace solo di autoperpetuarsi e di perpetuare i problemi del paese. Ma ora la storia è finita. Se non ce la farà Renzi, ci penserà Grillo a mandarli a casa. Contenti loro… A Renzi va comunque un ringraziamento per averci fatto entusiasmare ancora per la politica. Non accadeva da anni.
Carlo Galeotti
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