Viterbo – Lo strumento c’è. Per affrontare i problemi di degrado, incuria e abbandono dei quartieri medievali a Viterbo. I soldi pure. Una delibera ancora in vigore, approvata dal consiglio comunale nell’ottobre del 2013, quando a dirigere il comune era il sindaco Leonardo Michelini. Un provvedimento voluto dall’allora assessore all’urbanistica Alvaro Ricci. “Il problema vero – precisa Ricci, capogruppo Pd a Palazzo dei Priori – è che sul centro storico la giunta di Giovanni Arena non ha idee e non vuole intervenire. Non solo, ma recentemente ha bocciato anche un emendamento dell’opposizione che prevedeva 50 mila euro e tutta una serie di agevolazioni per chi metteva mano alle facciate, risolvendo anche il problema dei cavi elettrici”.
Viterbo – Il consigliere comunale Alvaro Ricci
Consigliere Ricci, cosa prevedeva la delibera sul centro storico approvata quando Michelini era sindaco?
“La delibera prevedeva due cosa. Un metodo di coinvolgimento e di ascolto e poi un metodo operativo. Il primo era quello di istituire un osservatorio aperto a tutti i portatori di interessi del centro storico. Associazioni datoriali, sindacati, associazioni dei consumatori, culturali, di volontariato, residenti. Feci anche un avviso pubblico per divulgare il più possibile la partecipazione. Il secondo l’istituzione di un ufficio speciale per il centro storico. La delibera è ancora in vigore e lo resterà finché non decideranno di cambiarla”.
In quanti risposero?
“In 40. Numeri importanti”.
L’osservatorio fu costituito?
“Sì, l’osservatorio fu costituito. E lì l’amministrazione, tramite il sottoscritto, iniziò a dialogare con la città Perché io credo alla rappresentanza”.
Quali erano i poteri dell’osservatorio?
“Ascoltare, dare indicazioni e confrontarsi con l’amministrazione, con l’assessore che aveva il compito di fare la sintesi. E molti dei provvedimenti emanati sono stati frutto di quel lavoro”.
Oltre all’osservatorio, la delibera prevedeva anche un ufficio per il centro storico…
“Sì, e si trattava di un ufficio speciale per il centro storico. Cosa mai vista. All’interno dell’amministrazione, c’è già un ufficio per il centro storico, ma è una branca dell’urbanistica. La mia idea era un’altra”.
Quale?
“Il centro storico si interessa di lavori pubblici, commercio, urbanistica. L’idea era fare un ufficio intersettoriale della Polizia locale dove l’ufficio aiutasse l’assessore a concretizzare e rendere attuative le linee di indirizzo previste che andavo ad emanare previa condivisione con l’osservatorio e il consiglio comunale”.
Quali erano le linee guida previste dalla delibera?
“La delibera elencava una serie di punti. L’istituzione della zona traffico limitato (Ztl) di via San Lorenzo, attualmente smontato dall’amministrazione comune. I cambi di destinazione dei locali posti al piano terra nel centro storico per farli diventare attività commerciali oppure laboratori artigianali. Migliorare e studiare un nuovo piano parcheggi nel centro storico. Studiare e modificare la viabilità di via Marconi e comunque di accesso e uscita dal parcheggio del Sacrario. Incentivi sul recupero delle facciate del centro storico. Rivalorizzare il patrimonio storico e artistico della città per migliorarne l’appeal e far diventare Viterbo città rustica cosa che, prima dell’amministrazione del sindaco Leonardo Michelini, non lo era. Parliamoci chiaro. E se oggi si parla di turismo è grazie a quell’amministrazione e soprattutto dell’ex assessore Giacomo Barelli”.
Chi lavorava nell’ufficio speciale per il centro storico?
“Ci lavoravano funzionari comunali, non a tempo pieno. Ci vedevamo una volta a settimana, il pomeriggio. E c’era un entusiasmo incredibile, una voglia di fare straordinaria. E di questo ringrazio anche i dirigenti che misero a disposizione dell’ufficio grandi funzionari”.
Viterbo – Piazza San Pellegrino nel degrado più completo
Quali sono i lavori portati avanti e realizzati grazie al lavoro dell’ufficio per il centro storico?
“Il primo atto, faticosissimo, è stata l’istituzione della Ztl in via San Lorenzo. Fu un lavoro enorme di partecipazione e condivisione. Scrivemmo a tutti i residenti del centro storico. Il parcheggio fuori Porta Faul, che è frutto del lavoro dell’amministrazione Michelini, così come i parcheggi delle Fortezze e di via Sant’Antonio”.
E per quanto riguarda il centro storico?
“Per il centro storico furono redatti progetti importantissimi, che partivano da Palazzo dei Priori. Oppure la Torre civica a piazza del comune. Per la torre si prevedeva l’accessibilità, attraverso una scala interna che avrebbe consentito pure il miglioramento civico della struttura. Non era possibile fare l’ascensore. Abbiamo anche stanziato 200 mila euro per rifare la pavimentazione in via Chigi, ripristinando i vecchi basolati. La stessa cosa è stata fatta in via San Lorenzo e via dei Fattungheri. E’ stata poi fatta la seconda fermata dell’ascensore di Valle Faul con tanto di parcheggio. Tutto questo è stato realizzato in un anno e mezzo. E questo perché c’era un’idea di fondo in continuità con quanto già realizzato con il Plus dalla vecchia giunta del sindaco Giulio Marini. Un’idea che l’amministrazione di Giovanni Arena non ha. Un’idea e al tempo stesso un ragionamento che con Michelini ha portato all’apertura del Teatro Unione, rimasto chiuso per anni”.
E per i quartieri medievali della zona di San Pellegrino cosa è stato fatto?
“Oltre alla riduzione del traffico, ci fu pure un altro punto che andò in porto con risultati straordinari. Misi a disposizione 100 mila euro per dare un contributo a fiondo perduto del 20% per il recupero delle facciate. Per far scomparire i fili sulle facciate. Con quel finanziamento partirono subito 30 cantieri. Un esempio su tutti, il restauro della facciata di Palazzo della pace a piazza delle Erbe. Fu la mia più grande soddisfazione, perché ogni volta che vedevo quel palazzo mi sentivo. I progetti erano su domanda. Riuscimmo a realizzarne 28. Ne realizzato alcuni anche lungo via Cardinal La Fontaine. Per le facciate avevo inoltre previsto 100 mila euro all’anno per tre anni. Feci anche approvare dal consiglio comunale un regolamento con cui veniva definita la distribuzione delle risorse. Il direttore dei lavori dichiarava la regolarità degli stessi e il comune dava il 20% a fondo perduto. Stabilimmo anche dei contatti con Enel per agevolare questi interventi. I fili dalle facciate vanno tolti utilizzando questo metodo e facendo riferimento a questo provvedimento”.
Che fine hanno fatto questi provvedimenti?
“E che te devo dì Camì… bisognerebbe chiederlo a chi m’ha sostituito, cioè a Raffaella Saraconi (l’assessora all’urbanistica che sostituì Ricci ndr)”.
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Dove si trovava l’ufficio del centro storico?
“Negli uffici che stavano sotto i portici a piazza del comune. Non lo potevamo fare a via Garbini. L’ufficio doveva stare a diretto contatto con il centro. L’idea era anche quella di un monitoraggio continuo. Un responsabile, in questo modo, poteva uscire dall’ufficio, farsi una passeggiata per i quartieri e tenere sotto controllo, rendendosene subito conto, tutte le possibili irregolarità in termini di decoro urbano che potevano di volta in volta insorgere. Bastava alzare gli occhi. Sarebbe bastato questo a fermare gli scempi fatti e quelli futuri”.
Che fine hanno fatto l’osservatorio e l’ufficio speciale per il centro storico?
“Sono morti. Sono stati lasciati morire. Non esiste più. Era un ufficio a tempo. Non è stato più rinnovato”.
Per quanto tempo ha funzionato?
“Per un anno. Dal 2013 alla fine del 2014”.
Però l’ha chiuso l’amministrazione Michelini…
“Eh, chi mi sostituito, cioè Saraconi, ha preferito fare altre scelte. Tuttavia Saraconi aveva un’altra visione. Anche se secondo me andava fatto il lavoro che la nuova assessora voleva, ma non andava abbandonato quello che era già stato creato e avviato”.
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Cosa rimprovera all’amministrazione Arena in merito alla gestione del centro storico?
“Gli rimprovero di non avere idee. Zero. Prendono solo le idee che già c’erano e fanno cose su cui Laura Allegrini (attuale assessore comunale ai lavori pubblici ndr) non ha mai messo becco. La situazione è questa, ed è inutile fare passeggiate romantiche per il centro con il sindaco per vedere come stanno messe le facciate”.
Ci sono progetti per il centro l’amministrazione Michelini ha elaborato oppure messo sul tappeto e che non sono mai stati realizzati?
“Sì, almeno tre. Il primo riguardava un progetto di riqualificazione alle Fortezze con un percorso turistico che avrebbe unito Porta San Leonardo con Porta San Pietro. Un progetto rimasto fermo lì. Il secondo. Una società privata ha presentato due validissimi progetti di parcheggio alle Fortezze e a piazza della Rocca. Anche questa proposta è rimasta lettera morta. Infine, il terzo. In tal caso riguardava il palazzo in via San Pietro. L’idea era quella di adibirlo a servizi e casa dello studente. Anche in tal caso nessuna conseguenza. Insomma, sembra quasi un porto delle nebbie”.
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I soldi per intervenire su facciate e incuria in centro ci sono?
“Sì, certo che ci sono. Ci sono ancora 2 milioni di euro da spendere. E come opposizione siamo disponibili al confronto. Un confronto che l’amministrazione però sembra non voler accettare”.
Perché non intenderebbe accettarlo?
“Un esempio su tutti. Un emendamento riguardante le facciate recentemente bocciato da maggioranza, giunta e assessore”.
In cosa consisteva?
“L’emendamento, presentato da tutta quanta l’opposizione, partiva dal bonus facciate con cui lo stato assicura a chi interviene sulle facciate il 90% di detrazioni d’imposta in 10 anni. L’idea era quella di fare in modo che il comune aggiungesse il 10% di tasca propria e un ulteriore 10% per tutti coloro che nel rifare la facciata avessero previsto di nascondere anche i cavi elettrici. Lo stanziamento previsto in emendamento era di 50 mila euro. Non tantissimo, ma sufficiente ad intervenire almeno su una ventina di facciate. Alla fine l’emendamento è stato bocciato con il parere contrario della giunta del sindaco Giovanni Arena e dell’assessora Laura Allegrini”.
Daniele Camilli
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