Sassoferrato – Vergine Maria esposta alla National Gallery di Londra
Faleria – (sil.co.) – Maxisequestro di opere d’arte per oltre mezzo milione di euro, salta il processo ai due settantenni denunciati a piede libero per ricettazione in concorso nel 2017 dopo il ritrovamento, da parte dei carabinieri di Faleria, di un “carico” stipato a bordo di un camion diretto in Francia.
Davanti al giudice Giacomo Autizi del tribunale di Viterbo un noto antiquario di Pescara e il presunto complice. L’avvocato abruzzese Giuseppe Pantaleone, che da ieri difende entrambi gli imputati, ha chiesto i termini a difesa, facendo slittare al 31 maggio l’udienza del processo, che sarebbe dovuto entrare nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni dell’accusa.
Nell’autunno di quattro anni fa si parlò di un possibile traffico internazionale di opere d’arte. Tra le opere stipate su un camion fermato per un controllo fu trovato anche un pregiato dipinto del pittore piacentino del periodo tardo barocco Felice Boselli, noto soprattutto per le sue nature morte. Ma soprattutto un’opera del Sassoferrato, pittore del ‘600 il cui vero nome è Giovanni Battista Salvi.
Il maxisequestro risale al 17 settembre 2017, quando una pattuglia di carabinieri della stazione di Faleria ha intercettato un camion sospetto. Sul mezzo una coppia di abruzzesi, due uomini che oggi hanno rispettivamente 74 e 81 anni, che sulle prime avrebbero detto di essere diretti a una galleria di Milano.
Smentiti dai documenti di viaggio, e non sapendo spiegare il perché del passaggio da Faleria, avrebbero detto di venire da Roma e di essere stati incaricati di portare la merce in Francia da un mercante d’arte della capitale.
Il prezioso carico, tra cui spiccano dipinti del 600-700, per un valore complessivo attorno al mezzo milione di euro, avrebbe dovuto essere venduto all’asta a Parigi. Esportazione irregolare di beni di interesse storico-artistico all’estero, per i carabinieri, che hanno disposto il sequestro delle opere d’arte, denunciando la coppia a piede libero per ricettazione in concorso.
Un dipinto di Felice Boselli – Natura morta con melagrane, zucche, fichi e fiori
Le opere d’arte, nel frattempo, sono state sequestrate e dissequestrate due volte. Il 12 ottobre di quattro anni fa è stata accolta dal riesame la prima istanza del difensore di uno degli attuali imputati, ma le opere sono rimaste sotto sequestro per essere periziate da esperti d’arte che avrebbero dovuto stabilire se fossero o meno di provenienza illecita. Pochi giorni dopo è stata invece accolta la seconda istanza di dissequestro, presentata il 24 ottobre dal legale, per il quale i beni sarebbero stati regolarmente acquistati a Maastricht.
Tutti sono stati restituiti agli indagati, ad eccezione di due dipinti, segnalati dalla soprintendenza per i beni culturali, tra i quali l’opera del Sassoferrato.
Gli inquirenti si sono insospettiti scoprendo che per entrambi, in passato, ci sarebbe già stato un tentativo di vendita all’asta a Monaco di Baviera.
Si tratta di due dipinti olio su tela settecenteschi del valore complessivo attorno ai 120mila euro: uno è un ovale raffigurante una Madonna con bambino, per l’appunto di Giovanni Battista Salvi; mentre l’altro, della stessa epoca, raffigura un macellaio.
Presso la stessa casa d’aste, inoltre, sarebbero stati commercializzati, secondo i documenti, altri due dipinti, del valore di 700-800mila euro, dei quali non si avevano, almeno all’epoca, ulteriori notizie.
– Maxisequestro di opere d’arte per oltre mezzo milione di euro
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY