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Bilancio di fine anno 2012 - Economia - Domenico Merlani, presidente di Unindustria Viterbo, lancia il suo appello alla classe politica come augurio per un 2013 migliore

“Gli imprenditori hanno bisogno di fiducia”

di Francesca Buzzi
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Domenico Merlani

Domenico Merlani

Accesso al credito, meno pressione fiscale, ma soprattutto fiducia.

Di questo, secondo Domenico Merlani, presidente di Unindustria Viterbo, hanno bisogno gli imprenditori per tornare a investire e tentare una volta per tutte di uscire dalla profonda crisi degli ultimi anni.

Una crisi che non li ha abbandonati neanche un attimo in questo pesantissimo 2012 che sta per concludersi. “E’ stato un anno molto difficile anche se eravamo preparati – spiega Merlani facendo un bilancio complessivo -. Le previsioni erano già molto negative, eppure in alcuni settori, come quello delle costruzioni, le cose sono andate ancora peggio”.

Colpa, in parte, del governo Monti e delle scelte adottate. “L’appesantimento della pressione fiscale – continua Merlani – ha fatto sì che il mercato sia rimasto completamente fermo. Gli imprenditori erano già preoccupati e indecisi nell’affrontare qualsiasi spesa in più, ora con questo sistema fiscale hanno paura ad investire, anzi tendono proprio a non farlo. Questo esecutivo ha abbandonato gli industriali e li ha penalizzati”.

Per la ripresa è necessario l’accesso al credito e centrale è il ruolo delle banche. “Finché il settore pubblico non investirà e non salderà in tempi ragionevoli i debiti che ha con i privati – aggiunge Merlani – la ripresa è lontana. Il rapporto tra le imprese e le banche è ormai troppo teso. Gli istituti di credito infatti faticano a sostenere le aziende e hanno smesso di fare il loro lavoro ovvero concedere mutui e prestiti per gli investimenti. Si sono chiusi su se stessi e invece di dare slancio all’economia si preoccupano solo di fare finanza”.

Ormai, con le elezioni alle porte, la speranza è riposta nel futuro e in chi sarà chiamato a guidare il paese. “Spero davvero che chiunque venga eletto sia attento alla crescita e presenti un programma solido attento al mondo produttivo e agli industriali – prosegue -. Il 2012 è stato un anno drammatico. Ci siamo dovuti preoccupare di dare soldi allo stato, di fare in modo che quadrassero i conti. Ora si deve andare oltre, si deve creare occupazione”.

Da non sottovalutare, infine, l’aspetto per così dire “psicologico” con il quale gli imprenditori non possono non fare i conti. “Al di là della pratica disponibilità di denaro – conclude Merlani – c’è un bisogno tangibile di fiducia, di speranza. Vogliamo ricominciare a credere nel futuro e non sentirci più abbandonati. Da questa crisi usciremo soltanto quando la classe politica riuscirà a fare questo salto di qualità operando delle scelte che rigenerino negli imprenditori la voglia di investire”.

Francesca Buzzi


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7 gennaio, 2013

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