– Alberto Ciorba. Marisa Vitale. Giovanna Strich.
Sono solo alcuni dei personaggi che se ne sono andati col 2012 nella Tuscia.
L’anno appena concluso si porta via un lungo elenco di volti noti. Uomini e donne cari alla città per quello che le hanno dato. Entrati ognuno a modo suo nella storia di Viterbo e che, per questo, Viterbo non potrà dimenticare.
L’ultima è Giovanna Strich, pilastro della sinistra viterbese, scomparsa a 92 anni. Una vita lunga e piena. Intensa come l’amore per il marito Assuero Ginebri, conosciuto in Germania, sposato in sei mesi e seguito a Viterbo. La ragazza ucraina che si arruolò nell’Armata rossa si è spenta due giorni prima di Natale. Con lei, la sinistra viterbese ha perso pezzi importanti. Gli ex sindaci di Montalto di Castro e Castiglione in Teverina Roberto Sacconi e Valentino Camilli. E poi, Emilio Emiliani, candidato sindaco a Viterbo nel 2000 con Rifondazione comunista.
Se ne vanno l’ultima rivoluzionaria a sinistra e l’ultimo fascista a destra: il maestro missino Brenno Ercoli, stroncato da un malore a 82 anni. Una scomparsa che lascia il vuoto tra i suoi alunni come in politica.
Il 2012 ha salutato per sempre anche l’imprenditore Alberto Ciorba. In migliaia hanno affollato il duomo il giorno del suo funerale. A lui, i facchini dedicano la girata della macchina di Santa Rosa. Il Comune decide di intitolargli una via. La sua Pianoscarano, invece, lo ricorda con una cena di beneficenza alla festa dell’uva in piazza Scotolatori. Cuore del quartiere che il “commenda” ha tanto amato.
Viterbo è più povera senza Marisa Vitale e Giusy Speciale. Entrambe nel sociale, sono morte insieme, a una settimana di distanza l’una dall’altra. Marisa coordinava le assistenti sociali del Comune. Giusy, volontaria dell’Arlaf (Associazione romana e laziale per l’affidamento familiare) era all’ottavo mese di gravidanza. Per loro le campane della chiesa hanno suonato a festa. Proprio come avrebbero voluto.
Tanti i religiosi scomparsi quest’anno: don Sante Pallini, storico parroco di San Marco; il vicario generale della diocesi di Viterbo Pietro Concioli; monsignor Emilio Marinelli, collaboratore di quattro vescovi; il nunzio apostolico e vescovo di titolare di Bagnoregio Mario Rizzi; il parroco di Acquapendente don Nazzareno.
Il 2012 ha visto spegnersi un maestro della pasticceria come Renato Gobattoni. Ha salutato l’educatore Pio Bartolozzi, la maestra di Grotte Patrizia Capati, il paracadutista Umberto Bastari e il partigiano Rosario Bentivegna. Si è portato via troppo presto Umberto Pazzaglia e Maurizio Alberti, uno facchino e l’altro brigadiere, stroncati da un tumore a 47 e 49 anni.
E’ stato l’anno dell’addio ai pittori Felice Ludovisi, Alberto Turchetti, Luigi Paolelli e Camilian Demetrescu. Se n’è andata una schiera di artisti e intellettuali: dal tenore di Tuscania Veriano Luchetti al poeta dialettale Spartaco Compagnucci. Dallo scrittore vetrallese Domenico Rainesi Dolci allo studioso dell’arte Italo Faldi. Fino all’ideatore del complesso Equipe 84 Franco Ceccarelli e ai giornalisti Eraldo Delle Monache e Benito Camilletti.
Un esercito della cultura che Viterbo non dimenticherà. Così come tutti i grandi che l’hanno lasciata quest’anno.
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