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L'opinione di un candido democristiano La politica viterbese dal 2012 al 2013

Buon anno, ma quello scorso

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

– Sì, buono il 2012 per la Tuscia (meglio insistere a chiamarci così, perché, comunque, la “provincia di Viterbo” istituita dal re nel 1927 è in eutanasia da decreto Monti, in attesa di fine campagna elettorale. E c’è chi continua a non accorgersene).

Buono, perché, senza far niente, l’anno scorso stavamo per avere il capoluogo di un territorio che va dalle Marche al Tirreno (chiamatelo, se volete, Rieti-Viterbo).

Ottimo, perché per le autorità di centrodestra del capoluogo l’aereoporto, inventato dai politici del centrosinistra, era sempre lì in fase di atterraggio.

Di buoni auspici, perché avevamo una rappresentanza parlamentare di gran pregio: con Fioroni e Sposetti, i quali possono fare il buono e – ma Dio non voglia – il cattivo tempo sull’intera nazione, il sindaco pure deputato, una senatrice impegnata a livelli internazionali.

Un vero scudo spaziale anche per l’aeroporto ed un concentrato di potere in grado di rivoltare come un calzino, ma dalla parte migliore, la vita dei trecentomila della Tuscia.

Per non dire di quante volte il nome Viterbo è girato nel vortice che ha spazzato via un consiglio regionale e lesionato non lievemente un’intera Casa, quella una volta chiamata delle libertà.

Che rimane? Per fortuna, ci dà una mano Frosinone, prestandoci Alessandro Mazzoli che, sarà pure oriundo, ma è bravo.

Un 2012 di grande brillantezza, grazie all’acqua all’arsenico che fino alla mezzanotte del 31 era buonina e, dal 1 gennaio, potrebbe far morire poco a poco.

Un anno in cui è andata bene anche ai responsabili – statali? regionali ? – della crescita di erbacce ed alberelli che impediscono, al centro della carreggiata, il deflusso delle acque sulla Cassia da Monterosi a Roma. Su una strada simile, da Orte a Terni, non è così, ma lì è Umbria.

Nel 2012 si poteva rivaleggiare con Roma a parole: ora ci hanno precettato per le barricate antirifiuti capitolini (quel materiale con cui i tedeschi fanno affari).

E il 2013? Tranquilli! Fino a febbraio (Elezioni e Carnevale) saranno tanti i venditori di Almanacchi, come quello di Giacomo Leopardi che prometteva felicità per il nuovo anno e lo faceva da vent’anni.

Allegria, dunque: “sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno. Senza grandi disturbi qualcuno sparirà, i troppo furbi e i cretini d’ogni età”. Così cantava, ma solo fino all’anno scorso Lucio Dalla, che nel 2013 non ci sarà.

Buon anno.

Renzo Trappolini


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4 gennaio, 2013

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