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Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta ai consiglieri comunali Giulia Pieri, Maria Antonietta Sorrentino e Marco Rossi firmata da Anpi e altre realtà – Pochi giorni fa, il centrodestra di Civita Castellana ha presentato, in risposta alla richiesta di condanna dell’assalto fascista alla Cgil, una mozione che finisce strumentalmente per equiparare i crimini commessi dal regime nazifascista al contributo che i comunisti italiani portarono alla causa della democrazia.
Infatti il documento è una maldestra e offensiva generalizzazione, completamente decontestualizzata rispetto alla storia del nostro paese e della nostra città.
Una città democratica e antifascista che ha ben conosciuto sia le barbarie del ventennio, pagandone a caro prezzo le battaglie per la liberazione, sia la preziosa eredità politica e culturale lasciataci dai padri costituenti, molti dei quali proveniente proprio dalle file del Partito comunista italiano.
La mozione presentata dal centrodestra, che contiene al suo interno la risoluzione del Parlamento Europeo approvata il 19 settembre 2019, accomuna oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, partigiani e soldati tedeschi, come se la storia possa essere strumentalmente piegata a piacimento per gli interessi contingenti di questo o quel partito politico.
Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, il centrodestra sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità nel rispetto della Costituzione Repubblicana ed antifascista.
L’Italia ha conosciuto la dittatura fascista e l’oppressione nazifascista, che hanno seminato repressione, morte, terrore, deportazioni e l’entrata in una guerra che ha lasciato lutti e distruzioni tremende. Al contrario i comunisti italiani hanno svolto un ruolo fondamentale nella lotta di Liberazione dall’occupazione nazifascista, per l’emancipazione delle classi lavoratrici, per la conquista della pace, per Costituzione Repubblicana, per la tenuta sociale del nostro paese negli anni del terrorismo.
“Vogliamo una società socialista che corrisponda alle condizioni del nostro paese, che rispetti tutte le libertà sancite dalla costituzione, che sia fondata su una pluralità di partiti, su un concorso di diverse forze sociali, una società che rispetti tutte le libertà meno una, quella di sfruttare il lavoro di altri esseri umani, perché questa libertà tutte le altre distrugge e rende vane” ci ricordava Enrico Berlinguer.
Basterebbe la lettura di queste poche righe per capire quanto la mozione rappresenti un’aberrazione e un affronto alla storia di una città operaia ed antifascista, di cui Enrico Minio è stato il più alto rappresentante, e in cui le forti richieste di giustizia sociale e di lavoro del Partito comunista hanno favorito la nascita di una realtà industriale con una distribuzione della ricchezza con pochi precedenti.
Così come fondamentale è stato il contributo ideologico dei comunisti nella stesura della carta costituzionale: giustizia, libertà, uguaglianza, rispetto delle differenze, mutualità, condivisione di diritti e doveri, con Umberto Terracini, dirigente del Partito comunista Italiano, presidente dell’Assemblea Costituente, di cui anche Enrico Minio ne ha fatto parte.
In tutta Europa sono attivi decine di partiti comunisti con centinaia di migliaia di iscritti; in tutti i principali parlamenti dei paesi europei ci sono deputati e forze politiche democratiche che si rifanno al marxismo; partiti comunisti sono al governo in paesi democratici importanti dell’UE come Spagna e Portogallo; in Spagna il vicepremier è una donna iscritta al Partito comunista.
Nessuna di queste esperienze politiche può essere minimamente paragonata al totalitarismo.
Il Comunismo in italia è sempre stata una dottrina politica che ha fondato il proprio essere sui principi di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale, che ha sempre perseguito l’obiettivo della cancellazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Gli stessi principi che sono i cardini di tutte le moderne costituzioni europee, gli stessi principi per cui milioni di persone hanno scelto di combattere contro le dittature nazifasciste.
Per tutte queste ragioni i sottoscrittori del presente comunicato chiedono l’immediato ritiro della mozione presentata dai partiti di maggioranza dell’amministrazione comunale e propongono che sull’argomento siano coinvolti, in un evento pubblico, storici della materia, onde evitare strumentalizzazioni e faziosità. Civita Castellana è Antifascista.
Anpi – Sezione Carla Capponi Civita Castellana
FILCTEM CGIL – Civita Castellana
ARCI Civita Castellana
Coordinamento 8 marzo
Rifondazione Comunista – Circolo Enrico Minio Civita Castellana
Coordinamento Articolo uno Civita Castellana
Giovani Comunisti Civita Castellana
Partito Democratico
SPI Cgil Civita Castellana
GD Giovani Democratici Civita Castellana
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