Roma – (sil.co.) – Assalto alla Cgil di Roma durante la manifestazione contro il Green Pass del 9 ottobre 2021, rinviata a luglio la sentenza per i sei imputati per cui la procura capitolina, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, ha chiesto condanne tra 6 e 8 anni di carcere.
Tra gli imputati per cui sono stati chiesti otto anni di reclusione per devastazione e resistenza a pubblico ufficiale c’è anche Massimiliano Petri, uno degli autori del “massacro del camper” avvenuto nell’estate di cinque anni fa a Civita Castellana.
La sentenza era attesa per il 7 giugno, giorno in cui sono state ascoltate le difese, dopo di che il processo è stato rinviato a luglio per le eventuali repliche e la camera di consiglio.
Sospetto ladro massacrato a sprangate
Petri è il trentenne, membro degli Ultras della Lazio, condannato quattro anni fa in primo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione dal tribunale di Viterbo per il feroce pestaggio – messo a segno con un complice condannato alla stessa pena – di un sospetto ladro sorpreso all’alba del 25 giugno 2017 a frugare all’interno di un camper parcheggiato in località Madonna delle Piagge a Civita Castellana.
Vittima un romeno, massacrato a sprangate, calci e pugni. A processo per tentato omicidio, difesi dagli avvocati Domenico Gorziglia e Domenico Cancilla, i due imputati sono stati condannati per lesioni gravi con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
Dopo l’assalto ha aggredito infermiera in ambulanza
Petri è tra i sei militanti di Forza Nuova e no Green Pass che hanno scelto l’abbreviato per l’assalto alla Cgil dello scorso 9 ottobre. E’ lui il manifestante che, durante il percorso verso l’ospedale, avrebbe preso “a calci l’attrezzatura del mezzo” e avrebbe aggredito anche l’infermiera a bordo che cercava di assisterlo, a causa di una ferita che aveva l’uomo.
“Ha in diverse occasioni scontato le pene ai domiciliari, ma a quanto pare le pregresse esperienze giudiziarie non sono riuscite a contenere le pulsioni aggressive”, ha scritto il gip, disponendone l’arresto eseguito il 30 ottobre. Secondo l’accusa ha avuto “un ruolo attivo e primario” nel blitz.
Chiesta condanna a 8 anni di reclusione
“Petri, ultrà della Lazio – come si legge nell’ordinanza con cui il gip Annalisa Marzano ne ha disposto l’arresto – partecipava all’insistente azione violenta di apertura della sede Cgil riuscendo così a permettere l’irruzione dei facinorosi”, quindi “dall’esterno dell’edificio colpiva con pugni l’altra finestra della sede del sindacato”, infine avrebbe “continuato nelle azioni violente anche nella fase successiva della manifestazione”.
Il 21 marzo il pubblico ministero Gianfederica Dito del tribunale di Roma ha chiesto al gup 8 anni di carcere per Fabio Corradetti, Roberto Borra, Massimiliano Ursino e Massimiliano Petri, 6 anni e 6 mesi per Francesco Bellavista e Federico Trocino.
In 13 sono accusati di devastazione aggravata e resistenza pluriaggravata in concorso
Tredici gli imputati, su un totale di 24 indagati nell’inchiesta coordinata dal procuratore Michele Prestipino, per cui è stato chiesto il giudizio immediato – accusati di vari reati, tra cui devastazione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata in concorso – tra i quali spiccano i leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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