Viterbo – (sil.co.) – Nel cuore della notte prende a sprangate le auto in sosta, stop al processo per sei mesi. E’ il vandalo trentenne che si è giustificato con la psichiatra in ferie che non gli aveva cambiato la terapia. Un mese fa, mentre era ai domiciliari, ha salvato la vicina e i figli dall’incendio di una vettura, temendo che esplodesse o che le fiamme si estendessero all’abitazione.
Carabinieri
“Non riesco a fermarmi” e giù sprangate
Sospeso il processo per direttissima. E’ stato giudicato totalmente incapace e di volere al momento dei fatti e incapace di stare a giudizio il trentenne che lo scorso mese di agosto è stato arrestato in flagrante dai carabinieri mentre si avventava sulle macchine dei vicini parcheggiate sotto casa.
“Non riesco a smettere”, avrebbe detto l’imputato, già afflitto da problemi mentali conclamati, scagliandosi anche contro i militari, salvo giustificarsi successivamente con la psichiatra in ferie che non gli aveva cambiato la terapia quando si era recato in ambulatorio per dirle che non stava bene.
Nessuno si è fatto male a parte le vetture, ma il fragore dei colpi sulle carrozzerie ha comunque richiamato l’attenzione dei residenti che, vista la scena, hanno chiesto l’intervento dei carabinieri, ai quali il trentenne avrebbe ripetuto più volte “non riesco a fermarmi” continuando a scagliarsi con violenza contro le auto in sosta e cercando di sfuggire senza successo alla cattura.
Processo sospeso per sei mesi per le cure del caso
Il fermo è stato convalidato dal gip Giacomo Autizi, il quale ha disposto gli arresti domiciliari. L’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, deve rispondere di danneggiamento pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il processo forse non si farà. Giovedì il giudice Elisabetta Massini, preso atto dell’esito della perizia psichiatrica, per il momento ha sospeso il procedimento per 6 mesi, per le cure del caso, dopo di che il paziente sarà rivalutato e il 26 maggio si deciderà se sia imputabile oppure no, nel caso non siano stati registrati miglioramenti.
In seguito a una ulteriore “crisi”, successiva al grave episodio di vandalismo di cui si è reso responsabile, è stato ricoverato, sempre in regime di detenzione domiciliare, presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle.
Il giudice Elisabetta Massini
Da “sprangatore folle” a eroe che salva mamma e due bimbi
Un mese fa, mentre si trovava nuovamente ai domiciliari nella sua abitazione, è stato nuovamente fermato, stavolta per evasione, essendo sceso in strada per spegnere le fiamme della macchina di una vicina, andata a fuoco nella tarda serata di domenica 7 novembre, mentre lui era ancora sveglio dopo avere visto una partita di calcio in televisione.
Stavolta però non sarebbe lui la causa del danno, anche se inizialmente si sarebbe sospettato di un incendio doloso.
“Si è affacciato e non ci ha pensato un attimo, è corso a chiamare la mamma e i suoi due bambini per farli scendere subito e uscire in strada, temendo che le fiamme si estendessero anche all’abitazione o che la macchina potesse esplodere da un momento all’altro, quindi ha chiamato lui stesso i vigili del fuoco”, ricorda il legale Mancini.
Il giudice lo ha rimandato ai domiciliari senza applicare ulteriori misure cautelari: “Ha riconosciuto che il mio assistito si è prodigato in una situazione di pericolo e non aveva alcuna intenzione di evadere, tant’è che è rimasto per un’ora e mezza in strada coi vigili del fuoco e i carabinieri”.
Articoli: Vettura in fiamme sotto casa, “evade” dai domiciliari per salvare mamma e due bimbi – Sprangate sulle auto in sosta: “Colpa della psichiatra che non mi ha cambiato la terapia” – Non trova la psichiatra, prende a sprangate le auto in sosta
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY